I seminari di Factory

Vi presentiamo alcune anticipazioni sui seminari che prevediamo di organizzare in autunno. Date e luoghi ancora da stabilire. Presto vi daremo maggiori notizie!

imageRiforme istituzionali

SNOQ Factory sta organizzando due seminari a numero chiuso con parlamentari ed esperte e un convegno pubblico, coordinati da Mariella Gramaglia, in tema di riforme istituzionali.

Per prima la riforma elettorale con un se e con due ma.
Se potremo scegliere le candidate che stimiamo per le loro idee, e non per la loro collocazione in lista.
Ma a condizione che non ci siano nè trucchi nè inganni nei premi di maggioranza e gli schieramenti siano riconoscbiili sia prima che dopo le elezioni. La chiamiamo moralità.
Ma a condizione che regole analoghe a quelle applicate nelle autonomie locali (doppia preferenza) siano previste anche alle elezioni politiche. La chiamiamo parità.
Poi le riforme istituzionali con un se e con un ma.
Se verranno rispettati i tempi previsti dalla Costituzione (art. 138) per le leggi che ne modificano il testo. Lo chiamiamo rispetto del Parlamento.
Ma quando un governo dalle larghe pretese lascerà il passo a un governo scelto dai cittadini e dalle cittadine. La chiamiamo buona stabilità.

Libertà di cognome: un diritto civile

Snoq Factory propone un incontro di discussione aperto a tutti gli interessati e le interessate per fare il punto su una legge promessa da tempo e mai promulgata, quella sul cognome materno. Coordina le attività Elisabetta Addis.

Le donne italiane sono diverse dalle donne Europee: hanno tassi di occupazione più bassi, hanno tassi di disoccupazione più alti, e non hanno il diritto di scegliere di trasmettere ai figli il loro cognome. Un vestigio simbolico della loro inferiorità sociale.
Noi crediamo che anche le parole, e non solo le cose, siano importanti. Noi vogliamo poter dare una risposta sensata alle nostre figlie femmine, quando ci chiedono perchè i figli dei loro fratelli porteranno il loro stesso cognome, mentre i loro figli saranno obbligati a portare quelli dei loro mariti. La risposta “perchè tu sei donna” che le inchioda a una loro subordinazione in un ordine simbolico appare, a loro come a noi, ingiusta e assurda.
La prima ministro delle Pari Opportunità in Italia promise una legge sul cognome materno tra le sue prime iniziative, nel 1996. Sono passati 17 anni, un ventennio in cui l’Italia è rimasta ferma, e la legge sul cognome materno è rimasta ferma anch’essa.
Il 13 febbraio 2011 Se Non Ora Quando ha rimesso in moto la politica italiana. Vogliamo molte cose per le donne italiane: più lavoro, più reddito, più libertà. Ma vogliamo anche il segno visibile della eguaglianza di diritti che ci spetta: la libertà di trasmettere il nostro cognome ai figli.

Per informazioni snoqfactory@gmail.com

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