Violenza sulle donne e ruolo dei media: i 10 punti de “La27ora”

Segnaliamo la lettura del testo in 10 punti che la27ora ha proposto come contributo all’incontro in Senato su “Convenzione di Istanbul e Media”: Violenza sulle donne e ruolo dei media. Cosa possiamo fare?

Ci pare un’ottima riflessione su come i media possono diventare parte attiva di un cambiamento culturale.

Al convegno hanno partecipato Pietro Grasso, presidente del Senato, Laura Boldrini, presidente della Camera, Anna Maria Tarantola, presidente Rai, Mario Calabresi, direttore de La Stampa, Massimo Giannini, vice direttore de La Repubblica, Barbara Stefanelli, vice direttore del Corriere della Sera, Sarah Varetto, direttore SKY TG24, Luisa Betti, Articolo21 e Giulia. L’incontro è stato ideato e introdotto da Valeria Fedeli, vice presidente del Senato. Con le conclusioni di Luigi Zanda, presidente gruppo Pd al Senato.

Non vi è lecito

di Sofia Sabatino

sofiaLa Boldrini parla all’iniziativa “Convenzione di Istanbul e media”, ieri alla Camera. Fa un intervento articolato e molto interessante sul sessismo nelle pubblicità e nel linguaggio. Dentro di me penso che è bello sentire queste parole dalla Presidente della Camera che ha tanta visibilità, che è un riferimento e un esempio per molte ma che può anche suscitare qualche riflessione in molti. Pubblico su Facebook il video in cui interroga i partecipanti alla conferenza chiedendo loro come si sentirebbero se ogni giorno venissero chiamati al femminile, come a lei capita col “Signor Presidente” che sentiamo continuamente in aula.

Poi vedo su Facebook tanta gente che pubblica pezzi dell’intervento, fra cui quello in cui parla del ruolo della donna nella pubblicità. I commenti sono, per me, sconvolgenti. Gente che scrive “è stupida, oppure è matta.” oppure “ma in quale altro paese una cretina come la Boldrini verrebbe tollerata?” e così via.  Continua a leggere

Femminicidio, ora servono risorse

di Valeria Fedeli su L’Unità 21 settembre 2013

fedeliLa ratifica della convenzione di Istanbul, riconoscendo la violenza di genere come violazione dei diritti umani e ponendo agli Stati il vincolo concreto del raggiungimento dell’uguaglianza tra i sessi de jure e de facto, ha rappresentato un primo passo fondamentale per il contrasto alla violenza contro le donne. Ora occorre implementare il corpus normativo per prevenirne i fattori di rischio, agendo a livello strutturale e, quindi, a lungo termine. È per questo che il decreto sul femminicidio deve segnare solo l’inizio dell’implementazione e della piena attuazione delle obbligazioni assunte con la ratifica di Istanbul.

Il raggiungimento dell’obiettivo ultimo di Istanbul, ossia lo sradicamento di ogni forma di discriminazione e violenza nei confronti delle donne in quanto donne, comporta necessariamente un approccio integrato rispetto agli innumerevoli ostacoli che si frappongono al raggiungimento dell’uguaglianza sostanziale delle donne, con l’adozione di misure in materia penale, ma anche amministrativa, economica, sociale. Continua a leggere