Cari machisti: le donne non tornano indietro, scordatevelo

Gli insulti e le aggressioni nei confronti delle donne in politica – quasi sempre a sfondo sessuale, rigurgiti di un’antica cultura sessista e machista – sono ormai quotidiani. Noi siamo con loro, con tutte loro, con le donne di ogni parte politica che vengono quotidianamente intimidite perché facciano un passo indietro. Perché lascino il campo libero a una degradazione incessante dell’azione pubblica, ridotta a esercizio arrogante di supremazia di singoli e gruppi, in cui noi vediamo distintamente il rischio di una deriva antidemocratica.

Siamo con Laura Boldrini vittima di spaventose minacce, ma anche con Loredana Lupo colpita fisicamente in aula, siamo con le donne del PD insultate da Massimo De Rosa, siamo con Cecile Kyenge che da mesi è bersaglio di insulti sessisti e razzisti. Siamo con loro e con tutte le donne che prima e dopo di loro hanno lottato e lotteranno per non mollare.

Le donne indietro non ci tornano, scordatevelo.

Francesca

 

Segnaliamo a questo link l’intervista a Francesca Comencini su Repubblica.it 30 gennaio 2014.

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Francesca Comencini: “oggi mi sento felice”

ComenciniFrancesca450FandangoIntervista a Francesca Comencini su La Repubblica 9 agosto 2013
“Oggi mi sento felice, finalmente si è capito quanto vale la prevenzione”

«La mia è una felicità quasi intima, personale. Come fondatrice di “Se non ora quando” ma anche come donna. È un cambio di passo importante che arriva in giorni in cui ci si ritrova a chiedersi cosa è uno Stato perché ci sono rappresentanti dello Stato che insultano donne rappresentanti dello Stato. Ora, finalmente, questa misura spunta come una risposta». È un fiume in piena la registra Francesca Comencini.

Una buona notizia, dunque.
«Il comportamento che ci si aspetta da uno Stato per risolvere quella che ormai è un’emergenza del Paese: la violenza sulle donne. Storie sempre più frequenti che, finora, ci hanno raccontato che le misure preventive sono insufficienti. Moltissime volte la denuncia c’era già stata. Ora forse qualcuno ha capito che è il caso di attrezzarsi in un altro modo». Continua a leggere

Cat Power: una lezione artistica e di vita

di Francesca Comencini

ComenciniFrancesca450FandangoIeri. 8 Luglio. Cat Power a Roma. Cavea dell’Auditorium. Ho preso i biglietti da mesi. Uno per me, uno per mia figlia Camille. La mia amica Carlotta li ha presi per conto suo. L’altro mio figlio, Carlo, pure. Andiamo insieme ma in ordine sparso. Una combriccola insolita, geografia della mia anima. Le mie amiche, i miei figli.

E’ stato Carlo per primo a farmi ascoltare una canzone di Cat Power, mi pare fosse “Lived in bars”. Ne ho usata un’altra, “Where is my love”, in un mio film, “Lo spazio bianco”. La canticchio ormai ogni volta che cerco qualcosa, non solo il mio amore, ma anche la borsa, le chiavi, gli occhiali, una risposta.

Ho sempre in mente il suono della sua voce gattesca, in cui la dolcezza si mischia al dolore. Sempre. Il pomeriggio piove. Come ogni giorno. Ormai a Roma alle 4 arriva la tempesta. Ho paura che il concerto possa saltare. Questi temporali pomeridiani mettono a dura prova i miei nervi. Arriviamo all’Auditorium che ha spiovuto, ma tutto è fracico, come ci dice un ragazzo all’entrata . Ci tengono fuori più del previsto. Evidentemente hanno avuto problemi con il sound check. Il concerto inizia in ritardo. Cat Power entra in scena zoppicando. E’ un’altra persona. Danneggiata. E non fa niente per nasconderlo. Continua a leggere