Violenza sulle donne e ruolo dei media: i 10 punti de “La27ora”

Segnaliamo la lettura del testo in 10 punti che la27ora ha proposto come contributo all’incontro in Senato su “Convenzione di Istanbul e Media”: Violenza sulle donne e ruolo dei media. Cosa possiamo fare?

Ci pare un’ottima riflessione su come i media possono diventare parte attiva di un cambiamento culturale.

Al convegno hanno partecipato Pietro Grasso, presidente del Senato, Laura Boldrini, presidente della Camera, Anna Maria Tarantola, presidente Rai, Mario Calabresi, direttore de La Stampa, Massimo Giannini, vice direttore de La Repubblica, Barbara Stefanelli, vice direttore del Corriere della Sera, Sarah Varetto, direttore SKY TG24, Luisa Betti, Articolo21 e Giulia. L’incontro è stato ideato e introdotto da Valeria Fedeli, vice presidente del Senato. Con le conclusioni di Luigi Zanda, presidente gruppo Pd al Senato.

Lettera aperta alla Ministra Carrozza: le donne, la scuola, i programmi

maria-chiara-carrozzaGentile Ministra Carrozza,

siamo un gruppo di donne che insieme ad altre hanno organizzato la giornata del 13 febbraio 2011, giornata che è rimasta nel cuore di tutte. Le confessiamo che il grande successo di quella manifestazione ci ha riempito di gioia, ma anche ci ha lasciate sgomente dal senso di profonda e drammatica necessità che tante donne portavano nelle piazze, necessità e urgenza di cambiamento, di ossigeno. Ricorderà che in quel periodo le nostre istituzioni, il Parlamento, si trovavano impantanati in storie ridicole trasformate in affari di Stato, si votava sulla nipote di Mubarak.

Questa nostra presentazione non serve per farci grandi, ma per poter meglio far comprendere che da quel giorno la necessità e l’urgenza di cambiamento non ci hanno più abbandonate e sono diventate per noi interrogazione quotidiana. Continua a leggere

La violenza sulle donne non è un problema di ordine pubblico: serve un approccio integrato

Ecco il testo del discorso che Lunetta Savino e Giorgia Serughetti di SNOQ Factory hanno presentato questa mattina nel corso dell’audizione presso le commissioni riunite Giustizia e Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, relativa al D.L. n.93/2013 detto “decreto legge sul femminicidio”. Il contributo è stato portato in rappresentanza della posizione di 37 comitati della rete SNOQ.

Al termine dell’audizione è stato poi depositato questo testo, redatto e firmato da 37 comitati della rete SNOQ.

Buongiorno a tutte e tutti,

Portiamo questo contributo come donne del movimento Se Non Ora Quando, in rappresentanza di 37 comitati della nostra rete nazionale. Ringraziamo per l’opportunità che ci viene offerta di condividere con voi-seppure per pochi minuti-alcuni rilievi in materia di Decreto legge 93, nell’ambito di questa indagine conoscitiva.

In premessa, vogliamo richiamare il sentimento di dolore e rabbia che provocano in noi, e in tante e tanti cittadini di questo paese, le notizie quasi quotidiane di uccisioni di donne per mano di un partner, un ex compagno, un amante respinto, un familiare maschio determinato a impedire loro di vivere un’esistenza libera. E vogliamo esprimere con forza la convinzione che queste cronache chiamino lo stato all’assunzione di una responsabilità politica. Continua a leggere

Meglio i centri antiviolenza che Facebook

Intervista a Lunetta Savino su Il Fatto Quotidiano 21 luglio 2013

lunetta-savino5x5WEBAnna Laura Millacci pubblica su Facebook foto del viso insanguinato per i colpi che dichiara le avrebbe sferrato il suo compagno. Massimo Di Cataldo, e tra i commenti in rete c’è chi sottolinea i 13 anni di convivenza della coppia, come se questa fosse addirittura un’attenuante per l’aggressore.

Lunetta Savino, attrice, cosa ne pensa?

C’è un fenomeno preoccupante soprattutto sotto il rispetto dei rapporti tra uomo e donna. Più le donne provano a trovare spazio, più si scatena la violenza. Affidarsi al web come luogo di denuncia secondo me è pericoloso. La rete è un’arena aperta in cui regna tutto e il suo contrario… Leggi l’intervista

Le donne egiziane punite con lo stupro

Francesca Caferri su Repubblica.it 4 luglio 2013

imageLe mie amiche egiziane me lo avevano detto: “Abbiamo davanti tempi duri, ma ce la faremo”. Era un anno e mezzo fa, nei loro uffici non lontani da piazza Tahrir. Non immaginavano quanto duri sarebbero stati quei tempi.

Si aspettavano tutto, le mie amiche egiziane: il tentativo di cancellare le leggi a favore delle donne approvate negli anni anche grazie a Suzanne Mubarak. Quello di islamizzare la società egiziana. Sapevano che il conto per le donne, quelle che avevano fatto la rivoluzione e quelle che erano rimaste a guardare, sarebbe stato alto. E si aspettavano prima di tutto che la società civile, loro stesse e i loro amici, non fossero pronti ad affrontare l’ondata islamista e che sarebbero stati travolti dai Fratelli musulmani: e così è stato. Continua a leggere

Violenza sulle donne e resistenza nei graffiti di Piazza Tahrir

“Le aggressioni contro le donne che avvengono dal febbraio del 2011 non sono state altro che un remake, un déjà vu, in cui ricompaiono teppisti pagati dal vecchio regime, mentre l’esercito e le forze di polizia stanno intorno come voyeurs, se non addirittura come facilitatori, responsabili di questa violenza sessuale e di innumerevoli altre aggressioni ai cittadini”.

Questa citazione e le immagini sottostanti sono tratte da Intimidation and Resistance: Imagining Gender in Cairene Graffiti di Mona Abaza