Le donne sono il fattore del cambiamento

di Valeria Fedeli su L’Unità 26 febbraio 2014

fedeliI CONTENUTI E LE PROPOSTE DEL DISCORSO TENUTO IERI IN SENATO DAL PREMIER MATTEO RENZI SONO SENZ’ALTRO CONDIVISIBILI. Il premier si è assunto l’onore e l’onere di guidare una sfida che è e deve essere di tutte e tutti. Guardiamo e lavoriamo tutti con fiducia e ottimismo perché finalmente si avvii quel cambiamento per il quale da tanto tempo molti di noi si spendono, nell’impegno politico e sindacale, o nella fatica e nella passione del lavoro e dell’impresa. Finalmente ci sono timidi segnali di ripresa, ma intanto gli effetti della crisi sono ancora tutti presenti.

Da quasi un anno una diversa responsabilità, che si è resa necessaria dopo i risultati elettorali e che ha trovato ancora la guida saggia e lungimirante del presidente Napolitano, ha sostituito le sterili contrapposizioni e la forzata costruzione di alleanze che hanno reso il nostro sistema politico fermo, incapace di dare risposte ai problemi reali di persone ed economia, fragile rispetto agli attacchi di forze populiste che giocano allo sfascio. Continua a leggere

Simone, l’urgenza del contrasto culturale

di Valeria Fedeli su Europa Quotidiano 31 ottobre 2013

fedeli«L’Italia è un paese libero, ma esiste l’omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza». Queste parole, le parole di Simone, 21 anni, romano, omosessuale, morto suicida, parole che sono un atto di accusa estremo verso il sistema Italia, hanno riecheggiato ieri sera a Roma tra i partecipanti alla mobilitazione contro omofobia e transfobia promossa dal Gay center. In un piccolo tratto di strada dietro il Colosseo, l’unico che nella città eterna si può apertamente chiamare gay street, si sono ritrovate donne e uomini, ragazze e ragazzi, eterosessuali, omosessuali, trans, persone unite, tra rabbia, indignazione e speranza, da una comune tensione a cambiare le cose.

È un mondo brutto quello che porta un ragazzo a suicidarsi per una assurda, meschina, colpevole discriminazione. Un mondo che opprime, che deride e mette all’angolo, che limita e giudica: questo siamo oggi.

Quando una ragazza o un ragazzo si scopre omosessuale, spesso nell’età fragile in cui si forma la propria personalità e si è più esposti al giudizio degli altri, in Italia si trova circondato da ignoranza e intolleranza: dalla famiglia, alla scuola, agli amici, al lavoro. Secondo un’indagine del Gay Center su quattromila studenti tra i 14 e i 18 anni il 5% si dichiara omosessuale e, tra loro, uno su tre ha pensato almeno una volta al suicidio. E per settanta ragazzi su cento la scuola e la famiglia sono i luoghi principali di discriminazione. Continua a leggere

Femminicidio, ora servono risorse

di Valeria Fedeli su L’Unità 21 settembre 2013

fedeliLa ratifica della convenzione di Istanbul, riconoscendo la violenza di genere come violazione dei diritti umani e ponendo agli Stati il vincolo concreto del raggiungimento dell’uguaglianza tra i sessi de jure e de facto, ha rappresentato un primo passo fondamentale per il contrasto alla violenza contro le donne. Ora occorre implementare il corpus normativo per prevenirne i fattori di rischio, agendo a livello strutturale e, quindi, a lungo termine. È per questo che il decreto sul femminicidio deve segnare solo l’inizio dell’implementazione e della piena attuazione delle obbligazioni assunte con la ratifica di Istanbul.

Il raggiungimento dell’obiettivo ultimo di Istanbul, ossia lo sradicamento di ogni forma di discriminazione e violenza nei confronti delle donne in quanto donne, comporta necessariamente un approccio integrato rispetto agli innumerevoli ostacoli che si frappongono al raggiungimento dell’uguaglianza sostanziale delle donne, con l’adozione di misure in materia penale, ma anche amministrativa, economica, sociale. Continua a leggere

Presto un altro strumento per favorire la parità di genere

Valeria Fedeli su L’Unità 24 luglio 2013

fedeliNELLO SCENARIO DISEGNATO DALLA CRISI, CON SFIDE INEDITE DA AFFRONTARE E NUOVI PERCORSI DI CRESCITA DA REALIZZARE, IL RUOLO DELLE DONNE PUÒ ESSERE DECISIVO.

Per orientare le politiche pubbliche alla ripresa economica e produttiva, alla riduzione delle diseguaglianze, alla coesione sociale e all’equità, non si può prescindere oggi dall’analisi e dalla verifica dell’impat- to di genere, sulla scia dell’impostazione mainstreaming assunta in sede europea sin dal 2006.

Oggi in Italia le donne continuano a dover affrontare condizioni di vita più dure e discriminatorie. È una questione di modelli culturali, di stereotipi, di debolezze di sistema, di inefficacia delle politiche pubbliche. Continua a leggere