Florence Artaud : la mia Leonessa

Di Francesca Comencini.

florence

Florence Artaud è morta oggi, in un incidente di elicottero, mentre partecipava a un reality show francese. Dio mio, non ci posso credere,  mi crolla il mondo e piango. Florence Artaud è un mito, una leonessa, vera, una mia leonessa e di molte donne della mia generazione.

Navigatrice eccezionale, di genio, aveva vinto nel 1990 la più prestigiosa traversata in solitario dell’oceano Atlantico che ci sia: la Route di Rhum, in 14 giorni, 10 ore e 10 minuti, al timone di un trimarano di 18,28 metri e davanti ai migliori skipper di tutto il mondo, tutti maschi. Era entrata nella leggenda. Lei, da sola, esile, con quella chioma nera immensa che sembrava davvero la criniera di una leonessa, aveva tenuto tutta la Francia, e tutte le donne francesi in particolare, col fiato sospeso per quei 14 giorni. Tempeste, uragani, lei andava avanti, in testa, attraversava tutto, dominava il mare e i suoi avversari. “Dai, dai, faccela Flo, vai avanti Flo!” le dicevano col pensiero tutte le donne di Francia, mentre lavoravano, si occupavano dei figli, lavavano piatti, o qualunque cosa facessero mormoravano sempre: “dai Flo, vai avanti, Flo, non fermarti Flo…”. Non so dirvi il momento del suo arrivo, nel porto di Pont-à- Pitre, quanto ho pianto e urlato dalla gioia. Mi pare di ricordare che fosse notte. Accolta da un baccano pazzesco di fuochi d’artificio, petardi e urla di gioia lei pareva quasi svagata, e mi pare di ricordare che spiegò di sentirsi così perché le era appena venuto il ciclo!    Ero molto sola, in quel periodo, vivevo a Parigi, mi sentivo fragile, insomma, momento difficile. Ma vedendo Florence vincere quella gara mi sono sentita fortissima anch’io. Molte leonesse mi hanno ispirato nella mia vita, ma devo dire che proprio fisicamente, concretamente, è stata Florence Artaud che mi ha fatto pensare: “Ma allora io posso fare tutto, davvero tutto.” Grazie Flo, che il mare, il tuo grande amore, ti accolga lì dove sei.

Lina Merlin: la mia Leonessa

“Una legge di cui l’Italia e le Italiane dovrebbero andare fiere”, così scrive Susanna a proposito di Lina Merlin, nella mini-bio che ci ha mandato per ricordare una delle 21 madri costituenti. Una donna coraggiosa, tenace e battagliera. Fatelo anche voi, scrivete la storia di una donna che ammirate, anche se non è famosa e mandatela a snoqfactory@gmail.com, noi la pubblicheremo. Buona lettura. E grazie Susanna!

merlin-1927_smallPenso che Lina Merlin non potesse mancare tra le Leonesse perché considero la legge Merlin una legge di cui l’Italia e le Italiane dovrebbero andare fiere, mentre purtroppo mi sembra che oggi sia attaccata in continuazione e tacciata di moralismo. Ecco perché deve essere difesa. Un altro motivo della mia scelta me lo ha dato il libello polemico di Montanelli del 1956 “Addio, Wanda!” nel quale scriveva: « … in Italia un colpo di piccone alle case chiuse fa crollare l’intero edificio, basato su tre fondamentali puntelli, la Fede cattolica, la Patria e la Famiglia. Perché era nei cosiddetti postriboli che queste tre istituzioni trovavano la più sicura garanzia… ». Bene, questo mi sembra un ottimo motivo per chiuderle e per ricordare con orgoglio la senatrice socialista Merlin.

Molte trasmissioni tra cui “le Iene” presentano servizi su case di tolleranza olandesi come emblema di una società avanzata, mentre invece ripropongono un concetto vecchio e stantio: “pago… pretendo!” …e scusate il grassetto. Qui di seguito la sua storia, in breve. Continua a leggere