Non vi è lecito

di Sofia Sabatino

sofiaLa Boldrini parla all’iniziativa “Convenzione di Istanbul e media”, ieri alla Camera. Fa un intervento articolato e molto interessante sul sessismo nelle pubblicità e nel linguaggio. Dentro di me penso che è bello sentire queste parole dalla Presidente della Camera che ha tanta visibilità, che è un riferimento e un esempio per molte ma che può anche suscitare qualche riflessione in molti. Pubblico su Facebook il video in cui interroga i partecipanti alla conferenza chiedendo loro come si sentirebbero se ogni giorno venissero chiamati al femminile, come a lei capita col “Signor Presidente” che sentiamo continuamente in aula.

Poi vedo su Facebook tanta gente che pubblica pezzi dell’intervento, fra cui quello in cui parla del ruolo della donna nella pubblicità. I commenti sono, per me, sconvolgenti. Gente che scrive “è stupida, oppure è matta.” oppure “ma in quale altro paese una cretina come la Boldrini verrebbe tollerata?” e così via.  Continua a leggere

Kyenge: il primo obiettivo degli attacchi sono le donne

kyengeRiportiamo una parte dell’intervista di oggi sul Corriere della Sera alla Ministra Cecile Kyenge, a cui esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà. «Il primo obiettivo» degli attacchi, afferma, «sono le donne». Questo è vero, e la tendenza non si contrasta solo proteggendo la Ministra, ma contrastando la cancellazione delle donne dalla sfera pubblica, quella cancellazione che parte dai libri di testo delle scuole e diventa disconoscimento del loro ruolo politico e sociale, tanto più se sono nere o se sono straniere, se sono lesbiche, se sono giovani… Il nostro lavoro deve partire da lì.

Le frasi leghiste o gli attacchi di Forza nuova sono gli episodi visibili, eclatanti. Lei, però, è il ministro più scortato del governo: riceve molte minacce che non vediamo, che non sono pubbliche?

«Quotidianamente, con ogni mezzo. Lettere, email, telefonate. Le più terribili sono online, anche minacce di morte. Non c’è ancora una legge, e invece servirebbe. L’istigazione al razzismo sta diventando man mano istigazione alla violenza. Vale per tutti, penso agli attacchi che riceve la comunità ebraica. Dobbiamo lavorarci». Continua a leggere