Un’opinione sul decreto (securitario) contro il femminicidio, o del non voler essere protette

di Sara De Simone

Sara De SimonePassa alla Camera il decreto contro il femminicidio. Sì, lo chiamano tutti così, politici e giornali, anche se non si tratta affatto solo di questo.

Una deputata del M5S (che non ha votato il Dl) lo definisce “decreto macedonia”. Non è male come sintesi, visto che in un certo senso siamo alla frutta. Dell’autodeterminazione delle donne.

C’è chi saluta questo decreto come un grande passo per il nostro Paese. Eh si, finalmente “le donne ora potranno contare su una tutela più attenta e incisiva contro ogni violenza di genere”, dice la relatrice del provvedimento. Più tutele per le donne, evviva.

Più tutele per questo sesso debole a cui vengono dedicate le chiacchiere nei salotti tv del pomeriggio, e lunghissime trasmissioni serali per raccontare esattamente come la poverina è stata ammazzata, esattamente come, dove è stata colpita, per quanti minuti è stata trascinata.Femminicidio ormai è una parola glamour, se la conosci sei al passo coi tempi, se la pronunci puoi perfino passare per un maître à penser. Non era questo quello che speravo quando ho combattuto, insieme a tante altre, più di un anno fa, perché a questo termine specifico venisse dato peso e valore. Continua a leggere

Femminicidio, ora servono risorse

di Valeria Fedeli su L’Unità 21 settembre 2013

fedeliLa ratifica della convenzione di Istanbul, riconoscendo la violenza di genere come violazione dei diritti umani e ponendo agli Stati il vincolo concreto del raggiungimento dell’uguaglianza tra i sessi de jure e de facto, ha rappresentato un primo passo fondamentale per il contrasto alla violenza contro le donne. Ora occorre implementare il corpus normativo per prevenirne i fattori di rischio, agendo a livello strutturale e, quindi, a lungo termine. È per questo che il decreto sul femminicidio deve segnare solo l’inizio dell’implementazione e della piena attuazione delle obbligazioni assunte con la ratifica di Istanbul.

Il raggiungimento dell’obiettivo ultimo di Istanbul, ossia lo sradicamento di ogni forma di discriminazione e violenza nei confronti delle donne in quanto donne, comporta necessariamente un approccio integrato rispetto agli innumerevoli ostacoli che si frappongono al raggiungimento dell’uguaglianza sostanziale delle donne, con l’adozione di misure in materia penale, ma anche amministrativa, economica, sociale. Continua a leggere

La violenza sulle donne non è un problema di ordine pubblico: serve un approccio integrato

Ecco il testo del discorso che Lunetta Savino e Giorgia Serughetti di SNOQ Factory hanno presentato questa mattina nel corso dell’audizione presso le commissioni riunite Giustizia e Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, relativa al D.L. n.93/2013 detto “decreto legge sul femminicidio”. Il contributo è stato portato in rappresentanza della posizione di 37 comitati della rete SNOQ.

Al termine dell’audizione è stato poi depositato questo testo, redatto e firmato da 37 comitati della rete SNOQ.

Buongiorno a tutte e tutti,

Portiamo questo contributo come donne del movimento Se Non Ora Quando, in rappresentanza di 37 comitati della nostra rete nazionale. Ringraziamo per l’opportunità che ci viene offerta di condividere con voi-seppure per pochi minuti-alcuni rilievi in materia di Decreto legge 93, nell’ambito di questa indagine conoscitiva.

In premessa, vogliamo richiamare il sentimento di dolore e rabbia che provocano in noi, e in tante e tanti cittadini di questo paese, le notizie quasi quotidiane di uccisioni di donne per mano di un partner, un ex compagno, un amante respinto, un familiare maschio determinato a impedire loro di vivere un’esistenza libera. E vogliamo esprimere con forza la convinzione che queste cronache chiamino lo stato all’assunzione di una responsabilità politica. Continua a leggere

Ora servono processi più rapidi

Mariella Gramaglia su La Stampa 9 agosto 2013

grama1-465x321«Sono orgoglioso, è un cambiamento radicale, un chiarissimo segnale» – così Enrico Letta.
«Ci siamo attrezzati per prevenire, punire, proteggere» – aggiunge Angelino Alfano.
È stato appena approvato il decreto legge contro il femminicidio.

Ambedue hanno lo sguardo fermo e sereno, da veri uomini di Stato: niente ammicchi, niente visi dell’arme. Berlusconi concedente, dopo giorni e giorni che tutti gli occhi erano puntati esclusivamente alla Corte di Cassazione, al Palazzaccio allusivo di sventure, oggi finalmente parlano di nuovo al Paese. E alle donne in particolare, le più insofferenti dei giochi politicanti, le più trascurate nonostante le promesse elettorali.

Che sollievo. Almeno per loro. E per le donne? Continua a leggere

Francesca Comencini: “oggi mi sento felice”

ComenciniFrancesca450FandangoIntervista a Francesca Comencini su La Repubblica 9 agosto 2013
“Oggi mi sento felice, finalmente si è capito quanto vale la prevenzione”

«La mia è una felicità quasi intima, personale. Come fondatrice di “Se non ora quando” ma anche come donna. È un cambio di passo importante che arriva in giorni in cui ci si ritrova a chiedersi cosa è uno Stato perché ci sono rappresentanti dello Stato che insultano donne rappresentanti dello Stato. Ora, finalmente, questa misura spunta come una risposta». È un fiume in piena la registra Francesca Comencini.

Una buona notizia, dunque.
«Il comportamento che ci si aspetta da uno Stato per risolvere quella che ormai è un’emergenza del Paese: la violenza sulle donne. Storie sempre più frequenti che, finora, ci hanno raccontato che le misure preventive sono insufficienti. Moltissime volte la denuncia c’era già stata. Ora forse qualcuno ha capito che è il caso di attrezzarsi in un altro modo». Continua a leggere