Cari machisti: le donne non tornano indietro, scordatevelo

Gli insulti e le aggressioni nei confronti delle donne in politica – quasi sempre a sfondo sessuale, rigurgiti di un’antica cultura sessista e machista – sono ormai quotidiani. Noi siamo con loro, con tutte loro, con le donne di ogni parte politica che vengono quotidianamente intimidite perché facciano un passo indietro. Perché lascino il campo libero a una degradazione incessante dell’azione pubblica, ridotta a esercizio arrogante di supremazia di singoli e gruppi, in cui noi vediamo distintamente il rischio di una deriva antidemocratica.

Siamo con Laura Boldrini vittima di spaventose minacce, ma anche con Loredana Lupo colpita fisicamente in aula, siamo con le donne del PD insultate da Massimo De Rosa, siamo con Cecile Kyenge che da mesi è bersaglio di insulti sessisti e razzisti. Siamo con loro e con tutte le donne che prima e dopo di loro hanno lottato e lotteranno per non mollare.

Le donne indietro non ci tornano, scordatevelo.

Francesca

 

Segnaliamo a questo link l’intervista a Francesca Comencini su Repubblica.it 30 gennaio 2014.

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SNOQ chiede le dimissioni immediate di Roberto Calderoli

Il vice presidente del Senato, Roberto Calderoli, ha superato ogni limite della decenza. In un paese normale sarebbero dovute le sue immediate dimissioni. In gioco non e’ solo il rispetto della dignità delle persone, tutte, ma anche quella di un intero Paese e delle sue istituzioni che non possono essere abitate da personaggi di tale viltà e beceraggine.
Lo spirito di servizio, il rispetto del dettato costituzionale impongono alle autorità competenti l’assunzione immediata di severi provvedimenti. Come movimento che grande parte ha avuto nel risveglio delle coscienze civili di cittadine e cittadini storditi da anni di esibito e sfacciato uso delle istituzioni, abbiamo sicuramente il titolo per dire NON ti è consentito.
Auspichiamo che questo sia anche il sentire del Presidente Grasso, cui chiediamo, nel rispetto delle sue prerogative, di trarre le dovute conseguenze da una vicenda che ferisce un’intera nazione e che non può essere risolta con delle semplici scuse.
Se Non Ora Quando

Kyenge: il primo obiettivo degli attacchi sono le donne

kyengeRiportiamo una parte dell’intervista di oggi sul Corriere della Sera alla Ministra Cecile Kyenge, a cui esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà. «Il primo obiettivo» degli attacchi, afferma, «sono le donne». Questo è vero, e la tendenza non si contrasta solo proteggendo la Ministra, ma contrastando la cancellazione delle donne dalla sfera pubblica, quella cancellazione che parte dai libri di testo delle scuole e diventa disconoscimento del loro ruolo politico e sociale, tanto più se sono nere o se sono straniere, se sono lesbiche, se sono giovani… Il nostro lavoro deve partire da lì.

Le frasi leghiste o gli attacchi di Forza nuova sono gli episodi visibili, eclatanti. Lei, però, è il ministro più scortato del governo: riceve molte minacce che non vediamo, che non sono pubbliche?

«Quotidianamente, con ogni mezzo. Lettere, email, telefonate. Le più terribili sono online, anche minacce di morte. Non c’è ancora una legge, e invece servirebbe. L’istigazione al razzismo sta diventando man mano istigazione alla violenza. Vale per tutti, penso agli attacchi che riceve la comunità ebraica. Dobbiamo lavorarci». Continua a leggere