Basta lacrime

Pubblichiamo il testo presentato da Alessandra Bocchetti per SNOQ Factory all’audizione sul “Codice di autoregolamentazione recante linee guida sulla corretta rappresentazione dei generi nel sistema dei media” del Sottogruppo comunicazione e rappresentazione dell’immagine femminile nei media istituito nell’ambito della Task Force per la violenza contro le donne (8 novembre 2013).

Per prima cosa vogliamo ringraziare la Commissione per il suo interesse al nostro punto di vista.

La violenza contro le donne è cosa antica, una costante della storia, tuttavia non rientra in quelli che possiamo definire comportamenti istintivi, naturali, è sempre radicata nella cultura e nella storia. Picchiare o uccidere una donna 500 anni fa non ha lo stesso senso che ha oggi.

Per contrastare la violenza quindi è necessario capire da dove proviene, cosa racconta, cosa pretende oggi. Perché la violenza ha sempre un senso. Oggi una donna ha accesso all’istruzione, tutte le professioni le sono possibili, nessuno ha più il diritto di picchiarla, amministra i suoi beni, vota, viaggia, sceglie con chi vivere e può cambiare idea. Meno di cento anni fa nel nostro Paese tutto questo era impensabile. Continua a leggere

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Il cimitero per i feti non lo voglio

A proposito dei cimiteri dei feti, riproponiamo qui una riflessione di Alessandra Bocchetti pubblicata il 7 gennaio del 2012 sul sito www.senonoraquando.eu

Alessandra_Bocchetti2No, il cimitero per feti non lo voglio, non ci sto a dare per morti quelli che non sono nati. Incredibili le invenzioni che si fanno per attaccare la legge 194, cimiteri, funerali, veglie, marce, chi più ne ha più ne metta. Ma, attenzione, questi attacchi non vogliono negare la possibilità di abortire, perché in una società cinica come la nostra che una donna abortisca, in verità, non frega proprio niente a nessuno, altrimenti ci sarebbero dei veri programmi, dei concreti aiuti, assistenza vera e non quelle misere procedure che dovrebbero fare vergogna ad un paese civile e cattolico.

Le donne hanno sempre abortito con legge e (ahimè) senza legge. Tutti l’hanno sempre saputo e il paese non si è mai sentito minacciato per questo.
E allora se non è l’aborto che cosa è che si vuole negare? Incredibile ma vero, si vuole negare solo una parola contenuta in quella legge. Sì proprio solo una parola. Questi continui attentati hanno per obiettivo la parola: autodeterminazione. Questo non ce lo dobbiamo scordare mai. Per questa parola migliaia di donne della mia generazione hanno fatto una lunga lotta e alla fine abbiamo vinto, contro tutto e contro tutti. Continua a leggere