Siria: organizzazioni femminili aderiscono alla giornata della pace

(ANSA) – ROMA, 4 SET – Anche le organizzazioni femminili aderiscono all’iniziativa di pace proposta per il 7 settembre dal Papa.
Il Centro Italiano Femminile (Cif), organizzazione di donne cattoliche, hanno accolto l’invito di Bergoglio e si impegnano a promuovere nelle loro sedi, su tutto il territorio nazionale,
iniziative di riflessione sulla pace “bene dell’umanita’”. ll Santo Padre ci ha ricordato – commenta la presidente nazionale del Cif, Maria Pia Campanile Savatteri – che spetta a tutti costruire la pace e che l’umanita’ ha bisogno di sentire parole di speranza e di pace e soprattutto di vedere gesti concreti di pace; noi come donne sentiamo in particolare di essere le custodi privilegiate del messaggio di pace perche’ schierate, da sempre, dalla parte della vita”.
Ma anche le ultralaiche donne di “Se non ora quando-Factory” hanno dato la loro adesione “per una mobilitazione morale contro la guerra nei modi che ciascuna donna, credente o non-credente, sapra’ trovare”. “E’ indispensabile adottare tutte le misure necessarie per trovare una soluzione politica e fermare lo spaventoso massacro in Siria – dicono – le guerre delle donne sono state e continuano a essere nel mondo contro la fame, il freddo, lo sporco, la miseria, la violenza. Solo di queste guerre possiamo essere orgogliose”. (ANSA).

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Le donne egiziane punite con lo stupro

Francesca Caferri su Repubblica.it 4 luglio 2013

imageLe mie amiche egiziane me lo avevano detto: “Abbiamo davanti tempi duri, ma ce la faremo”. Era un anno e mezzo fa, nei loro uffici non lontani da piazza Tahrir. Non immaginavano quanto duri sarebbero stati quei tempi.

Si aspettavano tutto, le mie amiche egiziane: il tentativo di cancellare le leggi a favore delle donne approvate negli anni anche grazie a Suzanne Mubarak. Quello di islamizzare la società egiziana. Sapevano che il conto per le donne, quelle che avevano fatto la rivoluzione e quelle che erano rimaste a guardare, sarebbe stato alto. E si aspettavano prima di tutto che la società civile, loro stesse e i loro amici, non fossero pronti ad affrontare l’ondata islamista e che sarebbero stati travolti dai Fratelli musulmani: e così è stato. Continua a leggere

Violenza sulle donne e resistenza nei graffiti di Piazza Tahrir

“Le aggressioni contro le donne che avvengono dal febbraio del 2011 non sono state altro che un remake, un déjà vu, in cui ricompaiono teppisti pagati dal vecchio regime, mentre l’esercito e le forze di polizia stanno intorno come voyeurs, se non addirittura come facilitatori, responsabili di questa violenza sessuale e di innumerevoli altre aggressioni ai cittadini”.

Questa citazione e le immagini sottostanti sono tratte da Intimidation and Resistance: Imagining Gender in Cairene Graffiti di Mona Abaza