Voto palese: Appello alle parlamentari di tutte le forze politiche

(ANSA) – ROMA, 5 FEB – “Se Non Ora Quando” chiede alle parlamentari di tutti i partiti di lavorare per ottenere il voto palese sull’emendamento che riguarda l’alternanza uomo-donna nelle liste elettorali e il 50% di donne capilista. “È chiaro – scrivono in una nota le donne di Snoq – che così com’è concepita ora la nuova legge elettorale non può garantire la presenza paritaria delle donne e rischia di segnare un pericoloso passo indietro. È chiaro a tutte e a tutti che con il voto segreto l’emendamento non passerà. Non facciamoci confondere dagli insulti spesso a fondo sessista che in questi giorni occupano la scena, c’è da fare un’azione politica a mente lucida e un Parlamento con il 30% di donne la può fare e la deve fare”.

“Lavorare trasversalmente per ottenere il voto palese sull’emendamento sulla democrazia paritaria è una buona azione politica – prosegue Snoq – perché se si vincerà il paese guadagnerà un governo equilibrato, se si perderà tutto sarà più chiaro: chi è con noi, chi è contro di noi, e nella verità ci si muoverà meglio per il futuro. Quindi si vincerà comunque. È una partita importante per tutte e per tutti”. “Vogliamo un Paese migliore di quello che abbiamo, noi crediamo che uomini e donne veramente insieme, e non al seguito le une degli altri, lo possano migliorare. Diversamente sarebbe fatale per tutte” concludono. (ANSA).

Legge elettorale: appello a tutti i partiti

accordoLe notizie che giungono dal Parlamento sono allarmanti. Dalle trattative in corso tra forze politiche, in vista di modifiche al testo di riforma della legge elettorale, pare a rischio la richiesta, largamente condivisa , di rendere effettiva l’alternanza di genere nelle liste elettorali.

Rivolgiamo un pressante appello a tutti i partiti perché non facciano prevalere interessi particolari e non si rimangino gli impegni assunti. In particolare chiediamo alle deputate e senatrici – che pubblicamente si sono impegnate con il largo mondo delle associazioni e dell’opinione pubblica femminili a modificare il testo ed hanno presentato e non ritirato emendamenti condivisi – di rafforzare la loro azione comune. Da parte nostra sosterremo con tutte le nostre forze la battaglia parlamentare il cui esito sarà tanto più positivo quanto più sarà condiviso dentro e fuori il Parlamento. Si tratta di far compiere un salto di qualità, un avanzamento alla nostra democrazia, non di mercanteggiare quote.

Accordo di azione comune per la democrazia paritaria

Italicum: non ci siamo

(ANSA) – ROMA, 23 GEN – La proposta di legge elettorale appena depositata, il cosiddetto Italicum, “viene meno all’impegno che gran parte dei partiti avevano assunto di dare maggiore rappresentatività al Parlamento e quindi di assicurare una presenza paritaria di uomini e donne”: è il commento di “Se non ora quando” alle novità in materia di legge elettorale. Secondo le donne del comitato che nel febbraio 2011 portò in piazza un milione di persone in nome della dignità femminile, “si è lasciato intendere all’opinione pubblica che veniva rispettato il principio della parità, ma in realtà non è così: c’è un trucco”. “Poiché non è prevista l’alternanza dei due generi ma solo il limite di due candidati dello stesso genere consecutivi nei collegi, il 50 e 50 a livello circoscrizionale risulta puramente formale e le donne elette saranno ben poche. Chiediamo a tutte le forze presenti in Parlamento, alle parlamentari di tutti gli schieramenti di tenere fede agli impegni assunti, assicurando nella legge che sarà approvata l’effettiva alternanza di genere nelle liste ed anche per i capilista” concludono. (ANSA).

La legge elettorale e l’articolo 51 della Costituzione

di Titti Di Salvo su La 27esima Ora 23 gennaio 2014

tittidisalvoLunedì si è tenuta alla Camera dei Deputati una conferenza stampa promossa dalle deputate di tutti i gruppi parlamentari (tranne M5S e Fratelli d’Italia). Tema: la legge elettorale. Perché in questi giorni di gran fermento sulle proposte per modificare il Porcellum, il tema delle presenza paritaria delle donne nelle assemblee elettive è scomparso dal dibattito pubblico: è scomparso cioè dalla discussione sulle caratteristiche di una legge elettorale conforme alla Costituzione, ai bisogni del Paese, alle domande di rappresentanza. Ieri noi che eravamo lì, abbiamo deciso di assumerci una responsabilità pubblica e collettiva, verso noi stesse e verso le donne tutte: di fronte al modello elettorale che sarà, sul quale i gruppi parlamentari hanno e avranno opinioni diverse, abbiamo scelto di impegnarci perché sia rispettato l’articolo 51 della Costituzione che invita ad assumere «appositi provvedimenti» per garantire la pari opportunità di presenza fra donne e uomini nelle assemblee elettive. L’indicazione della nostra Carta costituzionale è chiara, ma non esiste una traduzione automatica. Spetta a noi fare le scelte necessarie per tradurre quelle norme costituzionali in articoli e commi di una nuova legge elettorale. Continua a leggere

Un asse femminile trasversale per la riforma della legge elettorale

di Giorgia Serughetti su Donneuropa 21 gennaio 2014

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Nel fervore del dibattito sulla riforma della legge elettorale, tra profonde sintonie e profondi disaccordi tra i leader, sembra che ci si sia scordati delle donne. Le donne che in questa legislatura hanno raggiunto la più elevata presenza in parlamento di ogni tempo, ma che sanno di dover vigilare se non vogliono che le istituzioni del futuro tornino a colorarsi tutte d’azzurro.

Di grave disattenzione hanno parlato stamattina alla Camera le deputate di (quasi) tutti i gruppi – rappresentate da Roberta Agostini (Pd), Titti Di Salvo (Sel), Dorina Bianchi (Ncd), Elena Centemero (Fi), Gea Schirò (Per l’Italia), Irene Tinagli (Sc), Pia Locatelli (Psi) – che hanno dato appuntamento alla stampa per dichiarare la loro intenzione di fare asse tutte insieme, trasversalmente ai partiti, per ottenere l’introduzione di norme antidiscriminatorie nella nuova legge elettorale, qualunque sarà alla fine il modello approvato. Continua a leggere

Legge elettorale: pretendiamo norme per la presenza paritaria delle donne

parità-di-genere(ANSA) – ROMA, 21 GEN – Le donne di “Se non ora quando”
 chiedono, anzi pretendono che nella nuova legge elettorale siano 
indicate “precise azioni per assicurare, quale che sia il
 sistema prescelto, norme che garantiscano una presenza paritaria 
delle donne”.
”Siamo preoccupate – scrivono in una nota – per le modalità e
i toni con cui si sta affrontando il tema della riforma della 
legge elettorale, e ci pare che la discussione sia più 
incentrata sui vantaggi che le singole forze politiche
 trarrebbero nell’immediato dall’adozione di questo o quel
 sistema elettorale, più che sul reale interesse per il bene
comune del Paese e sulla determinazione di scrivere regole che 
restituiscano ai cittadini e alle cittadine un vero potere di
 scelta”.
 Un segnale chiaro dell’insufficiente ascolto, per Snoq, è “la
 scarsa attenzione al tema della democrazia paritaria da parte di
quasi tutte le forze politiche”. Continua a leggere

Una legge elettorale paritaria per restituire all’Italia la piena forza per le sfide del futuro

da L’Unità 12 dicembre 2013

di Valeria Fedeli e Monica Cirinnà

fedeliLa sentenza della Corte costituzionale della settimana scorsa e le parole pronunciate ieri mattina da Enrico Letta di fronte alle Camere imprimono finalmente un’accelerazione al processo di riforma elettorale. Si presenta un’occasione che non possiamo perdere di una legge basata su una democrazia paritaria.

Una democrazia che conta sul paritario contributo di donne e uomini, che non rinuncia a nessuno dei generi, che è resa forte dalla piena collaborazione tra energie e competenze differenti e complementari.

Le donne sono pronte a dare il loro contributo, pronte a condizionare positivamente scelte e innovazioni, pronte a collaborare per un’Italia migliore. Il tempo che viviamo ci sfida sul terreno della capacità di allargare la partecipazione e collaborare per il cambiamento: le donne sono pronte a lottare per questo, scontrandosi anche con chi questa sfida non l’accetta.  Continua a leggere

I seminari di Factory

Vi presentiamo alcune anticipazioni sui seminari che prevediamo di organizzare in autunno. Date e luoghi ancora da stabilire. Presto vi daremo maggiori notizie!

imageRiforme istituzionali

SNOQ Factory sta organizzando due seminari a numero chiuso con parlamentari ed esperte e un convegno pubblico, coordinati da Mariella Gramaglia, in tema di riforme istituzionali.

Per prima la riforma elettorale con un se e con due ma.
Se potremo scegliere le candidate che stimiamo per le loro idee, e non per la loro collocazione in lista.
Ma a condizione che non ci siano nè trucchi nè inganni nei premi di maggioranza e gli schieramenti siano riconoscbiili sia prima che dopo le elezioni. La chiamiamo moralità.
Ma a condizione che regole analoghe a quelle applicate nelle autonomie locali (doppia preferenza) siano previste anche alle elezioni politiche. La chiamiamo parità.
Poi le riforme istituzionali con un se e con un ma.
Se verranno rispettati i tempi previsti dalla Costituzione (art. 138) per le leggi che ne modificano il testo. Lo chiamiamo rispetto del Parlamento.
Ma quando un governo dalle larghe pretese lascerà il passo a un governo scelto dai cittadini e dalle cittadine. La chiamiamo buona stabilità.

Libertà di cognome: un diritto civile

Snoq Factory propone un incontro di discussione aperto a tutti gli interessati e le interessate per fare il punto su una legge promessa da tempo e mai promulgata, quella sul cognome materno. Coordina le attività Elisabetta Addis.

Le donne italiane sono diverse dalle donne Europee: hanno tassi di occupazione più bassi, hanno tassi di disoccupazione più alti, e non hanno il diritto di scegliere di trasmettere ai figli il loro cognome. Un vestigio simbolico della loro inferiorità sociale.
Noi crediamo che anche le parole, e non solo le cose, siano importanti. Noi vogliamo poter dare una risposta sensata alle nostre figlie femmine, quando ci chiedono perchè i figli dei loro fratelli porteranno il loro stesso cognome, mentre i loro figli saranno obbligati a portare quelli dei loro mariti. La risposta “perchè tu sei donna” che le inchioda a una loro subordinazione in un ordine simbolico appare, a loro come a noi, ingiusta e assurda.
La prima ministro delle Pari Opportunità in Italia promise una legge sul cognome materno tra le sue prime iniziative, nel 1996. Sono passati 17 anni, un ventennio in cui l’Italia è rimasta ferma, e la legge sul cognome materno è rimasta ferma anch’essa.
Il 13 febbraio 2011 Se Non Ora Quando ha rimesso in moto la politica italiana. Vogliamo molte cose per le donne italiane: più lavoro, più reddito, più libertà. Ma vogliamo anche il segno visibile della eguaglianza di diritti che ci spetta: la libertà di trasmettere il nostro cognome ai figli.

Per informazioni snoqfactory@gmail.com

Tenersi questo governo è questione di incentivi

di Elisabetta Addis sull’Huffington Post 22 luglio 2013

addisNoi economisti ragioniamo spesso in termini di incentivi. Cioè di convenienze: andiamo a vedere cosa, a un dato soggetto, conviene fare. Scopriremo che, di solito, lo fa. Quindi, se vogliamo che un dato soggetto faccia una cosa, dobbiamo  “allineare gli incentivi”: cioè, fare in modo che gli incentivi che ha corrispondano con quello che vogliamo che faccia. Gli incentivi devono essere allineati all’obiettivo, se no non si ottiene il risultato. Esempio brutale: ai pompieri bisogna dare contratti a tempo indeterminato, perché, se li paghi per ogni incendio che spengono, qualcuno sarà tentato di fare il piromane.

Questo governo era nato come un governo anomalo, di emergenza, per eliminare il porcellum e darci una legge elettorale da paese civile. Però, fintanto che non fa una nuova legge elettorale, resta a governare e quindi ha potere di decidere su lavoro, IMU, industria, università, dissidenti kazhaki e quant’altro. Continua a leggere