Se non è paritaria non è democrazia! #noicisiamo

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Legge elettorale: appello a tutti i partiti

accordoLe notizie che giungono dal Parlamento sono allarmanti. Dalle trattative in corso tra forze politiche, in vista di modifiche al testo di riforma della legge elettorale, pare a rischio la richiesta, largamente condivisa , di rendere effettiva l’alternanza di genere nelle liste elettorali.

Rivolgiamo un pressante appello a tutti i partiti perché non facciano prevalere interessi particolari e non si rimangino gli impegni assunti. In particolare chiediamo alle deputate e senatrici – che pubblicamente si sono impegnate con il largo mondo delle associazioni e dell’opinione pubblica femminili a modificare il testo ed hanno presentato e non ritirato emendamenti condivisi – di rafforzare la loro azione comune. Da parte nostra sosterremo con tutte le nostre forze la battaglia parlamentare il cui esito sarà tanto più positivo quanto più sarà condiviso dentro e fuori il Parlamento. Si tratta di far compiere un salto di qualità, un avanzamento alla nostra democrazia, non di mercanteggiare quote.

Accordo di azione comune per la democrazia paritaria

Italicum: non ci siamo

(ANSA) – ROMA, 23 GEN – La proposta di legge elettorale appena depositata, il cosiddetto Italicum, “viene meno all’impegno che gran parte dei partiti avevano assunto di dare maggiore rappresentatività al Parlamento e quindi di assicurare una presenza paritaria di uomini e donne”: è il commento di “Se non ora quando” alle novità in materia di legge elettorale. Secondo le donne del comitato che nel febbraio 2011 portò in piazza un milione di persone in nome della dignità femminile, “si è lasciato intendere all’opinione pubblica che veniva rispettato il principio della parità, ma in realtà non è così: c’è un trucco”. “Poiché non è prevista l’alternanza dei due generi ma solo il limite di due candidati dello stesso genere consecutivi nei collegi, il 50 e 50 a livello circoscrizionale risulta puramente formale e le donne elette saranno ben poche. Chiediamo a tutte le forze presenti in Parlamento, alle parlamentari di tutti gli schieramenti di tenere fede agli impegni assunti, assicurando nella legge che sarà approvata l’effettiva alternanza di genere nelle liste ed anche per i capilista” concludono. (ANSA).

Una legge elettorale paritaria per restituire all’Italia la piena forza per le sfide del futuro

da L’Unità 12 dicembre 2013

di Valeria Fedeli e Monica Cirinnà

fedeliLa sentenza della Corte costituzionale della settimana scorsa e le parole pronunciate ieri mattina da Enrico Letta di fronte alle Camere imprimono finalmente un’accelerazione al processo di riforma elettorale. Si presenta un’occasione che non possiamo perdere di una legge basata su una democrazia paritaria.

Una democrazia che conta sul paritario contributo di donne e uomini, che non rinuncia a nessuno dei generi, che è resa forte dalla piena collaborazione tra energie e competenze differenti e complementari.

Le donne sono pronte a dare il loro contributo, pronte a condizionare positivamente scelte e innovazioni, pronte a collaborare per un’Italia migliore. Il tempo che viviamo ci sfida sul terreno della capacità di allargare la partecipazione e collaborare per il cambiamento: le donne sono pronte a lottare per questo, scontrandosi anche con chi questa sfida non l’accetta.  Continua a leggere

“Siamo tutti puttane”? Lo sapevamo già, ma ora parliamo delle “tre giudici donne”

Elisabetta Addis su L’Huffington Post 25 giugno 2013

addisTre giudici donne condannano Berlusconi, e il Foglio online di Giuliano Ferrara si chiede: ma visto che sono tutte donne, saranno imparziali?

Che bella domanda, che domanda pericolosa, attenzione Berlusconiani perché con domande come questa si scivola su una china che può essere pericolosa, che può portare lontano!

Grondano sessismo i commenti acidi di tanti Berlusconiani irriducibili. Chiamano le giudici “le gentili signore”; vanno in piazza dicendo “Siamo tutti puttane”. Bene, siete puttane. Dov’è il problema? Di molti di voi lo sapevamo già, lo avevamo già sospettato che le vostre penne fossero in vendita. Del resto, così va il mondo. Se ora lo dite voi stessi, alto e chiaro, non possiamo che dirci d’accordo. Ma credevamo che avessimo convenuto, noi e voi, che il mestiere di prostituta, escort, puttana, è un mestiere come un’altro, ciascuno è libero di vendere quel che meglio crede, e sarebbe moralismo dire il contrario. Da economista, credo nei vantaggi del libero scambio. Come parte di Se Non Ora Quando, vi garantisco che non ce l’abbiamo con le escort, non ce l’abbiamo mai avuta con loro. Ce l’abbiamo con chi le paga, specie se sono minorenni. E allora perché si dovrebbe ritenere incongruo, pazzesco, eclatante che voi siate puttane come tutti? Cosa avete contro le puttane? Continua a leggere