La legge elettorale e l’articolo 51 della Costituzione

di Titti Di Salvo su La 27esima Ora 23 gennaio 2014

tittidisalvoLunedì si è tenuta alla Camera dei Deputati una conferenza stampa promossa dalle deputate di tutti i gruppi parlamentari (tranne M5S e Fratelli d’Italia). Tema: la legge elettorale. Perché in questi giorni di gran fermento sulle proposte per modificare il Porcellum, il tema delle presenza paritaria delle donne nelle assemblee elettive è scomparso dal dibattito pubblico: è scomparso cioè dalla discussione sulle caratteristiche di una legge elettorale conforme alla Costituzione, ai bisogni del Paese, alle domande di rappresentanza. Ieri noi che eravamo lì, abbiamo deciso di assumerci una responsabilità pubblica e collettiva, verso noi stesse e verso le donne tutte: di fronte al modello elettorale che sarà, sul quale i gruppi parlamentari hanno e avranno opinioni diverse, abbiamo scelto di impegnarci perché sia rispettato l’articolo 51 della Costituzione che invita ad assumere «appositi provvedimenti» per garantire la pari opportunità di presenza fra donne e uomini nelle assemblee elettive. L’indicazione della nostra Carta costituzionale è chiara, ma non esiste una traduzione automatica. Spetta a noi fare le scelte necessarie per tradurre quelle norme costituzionali in articoli e commi di una nuova legge elettorale. Continua a leggere

Solidarietà a Titti di Salvo, vittima di attacchi indegni

tittidisalvoSiamo a dir poco basite nel leggere sul blog di Beppe Grillo frasi indegne, volgari e assolutamente gratuite nei confronti dell’onorevole Titti Di Salvo di Sel.

La si attacca perché, in un suo intervento alla Camera, ad un certo punto chiede alla Presidente se si può avere un calendario dei giorni di impegno lavorativo, per poter essere presenti in aula e conciliare questo con la cura dei propri cari e delle persone che si hanno intorno. Sacrosanta richiesta se si pensa che anche una deputata sia una persona fra le tantissime che concilia il lavoro e la cura delle persone, ad esempio dei propri familiari malati.

La malafede di Grillo è palese. Attacca la Di Salvo mettendola nel solito calderone dei politici inetti e ladri che rubano lo stipendio allo stato per potersi fare le vacanze in santa pace. Non va bene! Rifiutiamo questo modo di fare politica a colpi di ingiurie e falsità, ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Titti Di Salvo.

Ecco il video dell’intervento integrale sul calendario d’aula:

Presidente Tarantola fermi lo sfruttamento del corpo delle ragazze

Lettera di Titti Di Salvo alla presidente della RAI Anna Maria Tarantola:

tittidisalvoGentile Presidente,

in questi giorni stiamo assistendo ad un vero e proprio assalto mediatico ai danni delle due ragazze minorenni implicate nella vicenda sulla prostituzione minorile nel quartiere Parioli di Roma.

Con uno scabroso interesse per particolari irrilevanti, giornali, telegiornali, trasmissioni televisive, stanno sviscerando le intercettazioni di cui sono entrati in possesso. Abbondano le analisi sul contesto sociale e culturale in cui crescono le adolescenti nel nostro Paese, nonché l’aggressione continua e senza alcun limite all’intimità di queste due ragazze. Continua a leggere

Riallacciamo la relazione politica tra donne dentro e fuori le istituzioni

di Titti Di Salvo

tittidisalvoVi voglio raccontare come è andata la discussione in aula alla Camera sul decreto sulla Pubblica Amministrazione. Succede sempre più spesso che i decreti si occupino di argomenti molto diversi tra di loro. In questo caso il decreto 101 si occupa di Pubblica amministrazione e di concorsi per stabilizzare le persone che hanno contratti di lavoro precari: in verità troppo poche, moltissime altre persone rimarranno senza lavoro alla fine di dicembre e i servizi pubblici senza personale . Ma nelle pieghe del Decreto c’è una novità che riguarda soprattutto le donne, di cui sono orgogliosa e che ha a che fare con la legge Fornero sulle pensioni, ma che è stata totalmente oscurata dai media.

Già durante la discussione parlamentare su un decreto precedente avevamo (come gruppo Sel) aperto in aula un dibattito, che si è ben presto infuocato, su alcune storture della legge Fornero che pesano sulle spalle delle donne (e non solo). Continua a leggere

Un’opinione sul decreto (securitario) contro il femminicidio, o del non voler essere protette

di Sara De Simone

Sara De SimonePassa alla Camera il decreto contro il femminicidio. Sì, lo chiamano tutti così, politici e giornali, anche se non si tratta affatto solo di questo.

Una deputata del M5S (che non ha votato il Dl) lo definisce “decreto macedonia”. Non è male come sintesi, visto che in un certo senso siamo alla frutta. Dell’autodeterminazione delle donne.

C’è chi saluta questo decreto come un grande passo per il nostro Paese. Eh si, finalmente “le donne ora potranno contare su una tutela più attenta e incisiva contro ogni violenza di genere”, dice la relatrice del provvedimento. Più tutele per le donne, evviva.

Più tutele per questo sesso debole a cui vengono dedicate le chiacchiere nei salotti tv del pomeriggio, e lunghissime trasmissioni serali per raccontare esattamente come la poverina è stata ammazzata, esattamente come, dove è stata colpita, per quanti minuti è stata trascinata.Femminicidio ormai è una parola glamour, se la conosci sei al passo coi tempi, se la pronunci puoi perfino passare per un maître à penser. Non era questo quello che speravo quando ho combattuto, insieme a tante altre, più di un anno fa, perché a questo termine specifico venisse dato peso e valore. Continua a leggere