Sorella, fratello. Per Ilaria

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Fine anno, inizio di quello nuovo…giorni di ricordi, di conti con se stesse, di celebrazioni dei piccoli dolori, delle piccole gioie, e, per quest’anno, per molte/i, soprattutto di grandi sciagure. Ognuno almanacca con se stessa/o e con la storia, ripensa tra sé a chi l’ha colpita, a chi si ricorda. Io, se dovessi nominare la “mia” eroina del 2015, nominerei Ilaria Cucchi. C’è una qualità nella sua coriacea resistenza che mi pare caratteristica di una sorella. Misterioso legame, quello delle sorelle e fratelli. Si gioca, si cresce, si mangia insieme, ci si sbucciano le ginocchia sugli stessi sassi, ci si spia e si spia l’altro/a negli occhi della madre e del padre per confermarsi di essere amate/i e controllare di non esserlo meno. Si è, per il tempo dell’infanzia, stretti all’altro/a come non lo si sarà mai piu’ a nessuno. Stretti e scomodi. Ci si cozza coi gomiti, con gli zigomi, con le spalle, si cresce col rumore dell’altro/a addosso, con la sua ingombrante esistenza. Si è diverse/i, diversissime/i, ma all’inizio tu non lo vedi. Quella è tua sorella, quello è tuo fratello. Poi da grande invece vedi solo quello. Quanto siete diversi/e. Come un mistero, una delle piu’ grandi stranezze di diventare grandi, è vedere che tu sei tu e lui o lei è un’altra cosa; può capitare che davvero dove sta lui o lei è dove tu non starai mai. Ecco qua, sono grande, sono io, posso essere sola/o, non siamo più sempre noi. Vai, te ne vai. Però, in un battito d’ali, solo con loro fratelli e sorelle, puoi tornare: basta una parola, un sorriso, un gesto, il ticchettìo di un orologio in cucina, uno sospiro della madre. Anche da adulti, anche da lontani. Si capisce che Ilaria è come una pietra. Che non lo abbandonerà mai, suo fratello Stefano. E grazie a lei ci si ricorda, guardando i suoi occhi seri e determinati, che stare stretti e scomodi da piccoli e dover dividere lo spazio con un fratello o una sorella è una delle più grandi benedizioni della vita, il più solenne degli amori. Grazie, Ilaria Cucchi, grande sorella.

Francesca Comencini ( scritto il 5 gennaio)

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