Un asse femminile trasversale per la riforma della legge elettorale

di Giorgia Serughetti su Donneuropa 21 gennaio 2014

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Nel fervore del dibattito sulla riforma della legge elettorale, tra profonde sintonie e profondi disaccordi tra i leader, sembra che ci si sia scordati delle donne. Le donne che in questa legislatura hanno raggiunto la più elevata presenza in parlamento di ogni tempo, ma che sanno di dover vigilare se non vogliono che le istituzioni del futuro tornino a colorarsi tutte d’azzurro.

Di grave disattenzione hanno parlato stamattina alla Camera le deputate di (quasi) tutti i gruppi – rappresentate da Roberta Agostini (Pd), Titti Di Salvo (Sel), Dorina Bianchi (Ncd), Elena Centemero (Fi), Gea Schirò (Per l’Italia), Irene Tinagli (Sc), Pia Locatelli (Psi) – che hanno dato appuntamento alla stampa per dichiarare la loro intenzione di fare asse tutte insieme, trasversalmente ai partiti, per ottenere l’introduzione di norme antidiscriminatorie nella nuova legge elettorale, qualunque sarà alla fine il modello approvato. Continua a leggere

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Solidarietà a Titti di Salvo, vittima di attacchi indegni

tittidisalvoSiamo a dir poco basite nel leggere sul blog di Beppe Grillo frasi indegne, volgari e assolutamente gratuite nei confronti dell’onorevole Titti Di Salvo di Sel.

La si attacca perché, in un suo intervento alla Camera, ad un certo punto chiede alla Presidente se si può avere un calendario dei giorni di impegno lavorativo, per poter essere presenti in aula e conciliare questo con la cura dei propri cari e delle persone che si hanno intorno. Sacrosanta richiesta se si pensa che anche una deputata sia una persona fra le tantissime che concilia il lavoro e la cura delle persone, ad esempio dei propri familiari malati.

La malafede di Grillo è palese. Attacca la Di Salvo mettendola nel solito calderone dei politici inetti e ladri che rubano lo stipendio allo stato per potersi fare le vacanze in santa pace. Non va bene! Rifiutiamo questo modo di fare politica a colpi di ingiurie e falsità, ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Titti Di Salvo.

Ecco il video dell’intervento integrale sul calendario d’aula:

Riallacciamo la relazione politica tra donne dentro e fuori le istituzioni

di Titti Di Salvo

tittidisalvoVi voglio raccontare come è andata la discussione in aula alla Camera sul decreto sulla Pubblica Amministrazione. Succede sempre più spesso che i decreti si occupino di argomenti molto diversi tra di loro. In questo caso il decreto 101 si occupa di Pubblica amministrazione e di concorsi per stabilizzare le persone che hanno contratti di lavoro precari: in verità troppo poche, moltissime altre persone rimarranno senza lavoro alla fine di dicembre e i servizi pubblici senza personale . Ma nelle pieghe del Decreto c’è una novità che riguarda soprattutto le donne, di cui sono orgogliosa e che ha a che fare con la legge Fornero sulle pensioni, ma che è stata totalmente oscurata dai media.

Già durante la discussione parlamentare su un decreto precedente avevamo (come gruppo Sel) aperto in aula un dibattito, che si è ben presto infuocato, su alcune storture della legge Fornero che pesano sulle spalle delle donne (e non solo). Continua a leggere

Un’opinione sul decreto (securitario) contro il femminicidio, o del non voler essere protette

di Sara De Simone

Sara De SimonePassa alla Camera il decreto contro il femminicidio. Sì, lo chiamano tutti così, politici e giornali, anche se non si tratta affatto solo di questo.

Una deputata del M5S (che non ha votato il Dl) lo definisce “decreto macedonia”. Non è male come sintesi, visto che in un certo senso siamo alla frutta. Dell’autodeterminazione delle donne.

C’è chi saluta questo decreto come un grande passo per il nostro Paese. Eh si, finalmente “le donne ora potranno contare su una tutela più attenta e incisiva contro ogni violenza di genere”, dice la relatrice del provvedimento. Più tutele per le donne, evviva.

Più tutele per questo sesso debole a cui vengono dedicate le chiacchiere nei salotti tv del pomeriggio, e lunghissime trasmissioni serali per raccontare esattamente come la poverina è stata ammazzata, esattamente come, dove è stata colpita, per quanti minuti è stata trascinata.Femminicidio ormai è una parola glamour, se la conosci sei al passo coi tempi, se la pronunci puoi perfino passare per un maître à penser. Non era questo quello che speravo quando ho combattuto, insieme a tante altre, più di un anno fa, perché a questo termine specifico venisse dato peso e valore. Continua a leggere

La violenza sulle donne non è un problema di ordine pubblico: serve un approccio integrato

Ecco il testo del discorso che Lunetta Savino e Giorgia Serughetti di SNOQ Factory hanno presentato questa mattina nel corso dell’audizione presso le commissioni riunite Giustizia e Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, relativa al D.L. n.93/2013 detto “decreto legge sul femminicidio”. Il contributo è stato portato in rappresentanza della posizione di 37 comitati della rete SNOQ.

Al termine dell’audizione è stato poi depositato questo testo, redatto e firmato da 37 comitati della rete SNOQ.

Buongiorno a tutte e tutti,

Portiamo questo contributo come donne del movimento Se Non Ora Quando, in rappresentanza di 37 comitati della nostra rete nazionale. Ringraziamo per l’opportunità che ci viene offerta di condividere con voi-seppure per pochi minuti-alcuni rilievi in materia di Decreto legge 93, nell’ambito di questa indagine conoscitiva.

In premessa, vogliamo richiamare il sentimento di dolore e rabbia che provocano in noi, e in tante e tanti cittadini di questo paese, le notizie quasi quotidiane di uccisioni di donne per mano di un partner, un ex compagno, un amante respinto, un familiare maschio determinato a impedire loro di vivere un’esistenza libera. E vogliamo esprimere con forza la convinzione che queste cronache chiamino lo stato all’assunzione di una responsabilità politica. Continua a leggere