8 MARZO DONNE CON LA A

DonneAMaestro- maestra, chirurgo- chirurga,       sindaco-sindaca, avvocato- avvocata :               in italiano le    parole che finiscono in o al femminile prendono la ‘a’ . Restano invariate quelle che finiscono in ‘e’ ma prendono l’articolo femminile, ad esempio , la giudice, la presidente.

Lo dice la grammatica italiana , lo sostiene anche la prestigiosa Accademia della Crusca.

Ma in nome di un presunto ” neutro”, che l’italiano non ha , si continua a fare resistenza nel declinare al femminile una manciata di titoli professionali: ministra , deputata, funzionaria, ingegnera, assessora, mentre e’ normale dire commessa, postina, operaia, infermiera.

Le donne , presenti oggi in tante professioni fino a poco tempo fa appannaggio solo degli uomini, vogliono la a, chiedono di essere riconosciute.

Per questo 8 marzo alle istituzioni, alla pubblica amministrazione, alla scuola, alla politica, all’informazione, chiediamo di usare il femminile ogni volta che si parla di una donna, qualunque ruolo          o incarico ricopra.

Siamo convinte che sia un passo necessario per garantire la rappresentazione dei due generi di cui e’ fatto il mondo: le donne non sono l’altra metà del cielo, sono una delle due metà.

SE NON ORA QUANDO?

Coordinamento Comitati

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