Josephine Baker: La dottoressa che salvò gli Stai Uniti. E il mondo.

Se si digita il suo nome, compare una sfilza di siti dedicati alla sua omonima, la famosa cantante ballerina. Si deve aggiungere Doctor per sapere di lei. E solo in inglese. Dunque vogliamo celebrare questa incredibile Leonessa della Medicina. Con la sua visionarietà e determinazione ha “inventato” la prevenzione e salvato all’epoca 90.000 bambini ma, nel tempo, milioni. Josephine dovrebbe essere raccontata non solo nelle scuole, ma anche nei film, nei romanzi, nei fumetti. Questa mini biografia non riesce a contenerla tutta, ma ci proviamo. Mandateci anche voi la storia di una donna che per voi ha significato molto. Spedite la vostra Leonessa a snoqfactory@gmail.com, e   noi   la pubblichiamo! 

Grazie, Josephine.

“Io credo che le donne abbiano qualcosa da offrire a questo mondo malato. Qualcosa che gli uomini non hanno da offrire o non hanno ancora offerto”.

19Sara Josephine Baker. Americana, dottoressa. Rivoluzionò il sistema della salute pubblica. (1873 –1945).

Più conosci la sua vita, più vorresti conoscere lei di persona. Josephine Baker è tutta in quello che fa e in quello che dice. Un paio di esempi:

a Boston, fu sul punto di uccidere un ubriaco che stava picchiando la moglie incinta, mentre lei stava aiutando la donna a partorire.

E ancora: come ispettrice della salute a New York City, girava nelle stamberghe e faceva le iniezioni contro il vaiolo ai senza tetto, mentre questi giacevano addormentati. Come dice lei stessa nella sua autobiografia ‘Fighiting for life’  ( Lottando per la vita) “ …salivo scalino per scalino, bussavo ad ogni porta, incontravo un ubriaco dopo l altro, una madre sudicia via l’altra, e un bambino morente dopo l’altro.” La maggior parte dei suoi colleghi se ne guardava bene di inoltrarsi in zone così infernali.

Per avere un’idea della ”rivoluzione” Baker bisogna avere in mente lo scenario. Dunque, nel 1890 il Lower East Side di New York era la zona con la più alta densità di abitanti sulla terra, così  si diceva. Gli ispettori della salute chiamavano il quartiere “ reparto suicidio”. Le strade erano infestate da cadaveri di animali in putrefazione, roba che i ratti sembravano una minuzia. Il latte, non pastorizzato, era venduto direttamente da lattine arrugginite. Epidemie di diarrea imperversavano ogni estate e uccidevano ogni settimana centinaia di bambini.      I bambini – sfruttati a lavorare in laboratori fetidi per la confezione di vestiti- avevano spesso il vaiolo e il tifo e si addormentavano su mucchi di indumenti destinati ai negozi del centro. Madri disperate andavano avanti e indietro per      le strade per confortare i figli febbricitanti e teli bianchi di lutto venivano appesi ai balconi. Un terzo dei bambini che abitavano lì moriva prima del quinto compleanno.

Poi, dal 1911 in avanti, il tasso di mortalità infantile calò drasticamente e il New York Times annunciò che la città era la più salubre del mondo.

Cosa successe? La Dottoressa Josephine Baker. Fu lei la donna che rivoluzionò la salute pubblica e molto altro.

Durante la sua attività, salvò la vita a 90.000 bambini. I programmi per la salute che lei stessa aveva sviluppato e per cui aveva lottato, sono ancora usati oggi. Si può dire che di vite ne ha salvate milioni.

All’inizio del secolo scorso, la medicina preventiva non era conosciuta. Solo quando una persona si ammalava, allora veniva curata. Non c’erano infermiere nell’assistenza pubblica, pochi programmi per la salute su larga scala, mancavano procedure, regole.

Era anche un momento di cambiamenti sociali. Le donne marciavano per avere il diritto al voto. E di sicuro le dottoresse erano una rarità: meno dell’1%. Poche scuole di medicina erano aperte alle donne.

Josephine Baker, nata a Poughkeepsie, New York in una famiglia benestante di quaccheri, a 16 anni, quando il padre e il fratello morirono di febbre tifoidea, decise di diventare dottoressa, contro il parere della famiglia s’intende. “Solo il coro del ‘te l’avevo detto’ che mi accoglieva ogni volta, mi aiutò a non mollare tutto e tornare a casa.”

Diciamo che la sfida era il suo pane. E la medicina a quei tempi richiedeva coraggio. Cosa che a Josephine non mancava.

Lavorò nell’ospedale di Boston e nello stesso tempo in una clinica nella periferia povera della città.

E all’inizio del ‘900 divenne medico ispettore, presso il Dipartimento della Salute di New York. Il suo primo incarico fu quello di esaminare la salute dei bambini nelle scuole pubbliche. Poi venne nominata capo del Dipartimento. E da qui cominciarono a migliorare le cose.

Ecco di cosa fu capace:

– Creò programmi di medicina preventiva e di salute pubblica. Nel suo primo anno come responsabile, spedì le infermiere negli angoli più letali del Lower East Side. Dovevano visitare le neo-mamme a un giorno dal parto, incoraggiare l’allattamento al seno, e bagnetti regolari. Dovevano anche scoraggiare pratiche azzardate come quella di nutrire i piccoli con la birra o di lasciare che i loro piccoli giocassero nelle latrine. Consigli che sembrano ovvi, ma il risultato fu straordinario. Presto questa pratica venne diffusa nel resto della città e in tre anni l’incidenza di mortalità infantile calò del 40 %!

– Grazie alla Dottoressa Baker fu creata una rete di “stazioni del latte” il cui staff, formato da infermiere e dottori, offriva visite ai bambini e formule per nutrire i bimbi che non potevano essere allattati.

– Fece una lunga battaglia (vinta) per far sì che le ostetriche ottenessero la formazione e la licenza.

– Suo è lo sviluppo di un ingegnoso erogatore per somministrare l’argento nitrato ai neonati. Serviva a prevenire le infezioni da gonorrea congenita, causa sicura di cecità.

– Sviluppò una nuova formula per l’alimentazione neonatale: aggiungendo acqua, calcio carbonato e lattosio al latte di mucca.

– Creò la figura di infermiera scolastica.

– Inventò una finestra per migliorare la ventilazione nelle case.

– Creò un modello efficiente per tenere un archivio di registro medico.

– Disegnò anche un set di indumenti per bambini più economico e confortevole rispetto alle fasce usate nei ghetti.

– Fece campagne di sensibilizzazione. Come quella dove fu insegnato alle donne come riconoscere le malattie e come evitare i germi.

– Baker fu la prima a dimostrare scientificamente che i bambini avevano bisogno di amore. Il latte sicuro e l’igiene non erano le uniche cose di cui i bimbi avevano bisogno per sopravvivere.

Notare che non aveva figli.

In tutto questo, i nemici e le frustrazioni non mancavano. Quando fu nominata infatti direttrice della divisione, sei dottori, che erano stati suoi colleghi come ispettori della salute, rassegnarono le dimissioni per la “disgrazia di dover lavorare per una donna.”

Lei li persuase a fare una prova per un mese. Tutti e sei rimasero.

Alcuni si lamentarono del fatto che una dottoressa, una donna, fosse a capo del Dipartimento della città e nel 1919 ci fu una pressione considerevole per cercare di rimuoverla dall’incarico.

Ma, a detta di Josephine, forse la discriminazione più scoraggiante che dovette affrontare fu quella da parte degli studenti a cui insegnò all’università di New York:

Stavo in piedi, assediata dai banchi, zeppi di giovani uomini impazienti, duri, insubordinati. Li osservai attentamente e aprii la bocca per iniziare la mia lezione. Subito, prima di poter dire una sola sillaba, cominciarono ad applaudire fragorosamente, assordanti, sorridenti e battendo il palmo delle mani.”

Per salvare la faccia, la dottoressa Baker scoppiò in una fragorosa risata, ma alla fine della lezione il battimani ricominciò. Dovette sopportare questo, ad ogni lezione, per 15 anni.

Fu anche suffragetta. Fu tra quelle 500 donne che marciarono sulla Quinta Strada per reclamare il diritto al voto. Fu tra quelle che incontrarono il Presidente alla Casa Bianca .

Divenne consulente, funzionaria e componente del consiglio di numerose associazioni tra le quali spicca l’incarico di presidente dell’Associazione di Dottoresse.

Josephine Baker fu anche la prima donna a rappresentare gli Stati Uniti alla Lega delle Nazioni nel Comitato della Salute.

Nel 1917, quando il suo Paese entrò in guerra, capitò che il New York Times la intervistasse. Lei disse che era molto più sicuro stare al fronte che nascere negli Stati Uniti. Il tasso della mortalità dei soldati era del 4%. Quello dei bambini del 12%. Queste parole ebbero un’eco pubblica tale, che l’aiutarono a lanciare il suo programma.

Doveva avere un carattere di titanio, perché la discriminazione era davvero violenta all’epoca.

Giusto un assaggio: nel 1910 Josephine Baker e altri riformisti stilarono un progetto di legge per creare un programma nazionale di visite a domicilio e in clinica, per la salute delle madri e dei bambini, seguendo il modello di successo di New York. I repubblicani erano contrari a spendere soldi pubblici per programmi del genere, dichiararono che questo progetto puzzava di bolscevismo. Baker era a Washington il giorno in cui un giovane dottore spiegò il perché di questa posizione contraria:

Ci opponiamo al progetto perché se si salveranno le vite di tutte queste donne e dei loro bambini con la spesa pubblica, quale incentivo ci sarà per tutti i giovani uomini a studiare medicina?

Il Senatore Sheppard, presidente della commissione, si irrigidì, si piegò in vanti e chiese:

“ Forse ho capito male. Certo non volete dire che donne e bambini dovrebbero morire o vivere in condizioni di costante pericolo di malattia, affinché ci possa essere qualcosa da fare per i giovani dottori?“

Perché no?” rispose il dottore. “ Questo è il volere di Dio, no?”

Altre interessanti informazioni sulla Dottoressa Baker si trovano solo inglese purtroppo, ecco un paio di siti dove poter approfondire: http://www.harvardsquarelibrary.org/biographies/sara-josephine-baker/http://www.nlm.nih.gov/changingthefaceofmedicine/physicians/biography_19.html

In ogni caso si sa poco della sua vita privata, visto che bruciò quasi tutti i suoi scritti personali e intimi. Peccato. Comunque anche questo è un gesto emblematico del suo temperamento. Decise lei per cosa essere ricordata. La sua autobiografia Fighting for life infatti è trascinante. Speriamo che la traducano in italiano.

Ecco comunque come finisce la sua storia: la Dottoressa Baker, negli ultimi anni visse a Princeton, New Jersey, con la scrittrice e sceneggiatrice di Hollywood Ida Wylie, autrice di numerosi romanzi rosa, molti dei quali furono adattati per il cinema . Con loro visse anche Louise Pearce, scienziata della Rockefeller University che contribuì a inventare la cura contro la malattia del sonno e che viaggiò sola nel Congo Belga per provare la sua scoperta. Un bel terzetto di leonesse insomma. È pazzesco, vero? Quante storie di donne ci sono ancora da raccontare e ricordare. Allora continuiamo!

 

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