Germaine Dulac: il cinema è un’emozione razionale

Sono tempi da Oscar, allora celebriamo una grande Leonessa del cinema. Con la sua visionarietà Germaine ne ha fatto un’arte. Una regista assetata di sperimentazione, indifferente alle regole; la sua grande bellezza è quella delle idee nuove. Mandateci anche voi la storia di una donna che per voi ha significato molto. Spedite la vostra Leonessa a snoqfactory@gmail.com, e noi la pubblichiamo!

Grazie Germaine.

…il cinema viene da un’emozione razionale… credo che il lavoro cinematografico debba nascere da uno shock della ragione…

4.-Germaine-DulacGermaine Dulac. Regista. Autrice. Francese. (1882-1942).

Unica donna del movimento d’Avanguardia del Cinema Francese e mondiale. Giornalista, critica teatrale, femminista, Germaine ha soprattutto sperimentato, teorizzato, “fatto” il cinema. Se è diventato settima arte lo si deve anche a lei. Il talento di Germaine ha influenzato generazioni di cineasti, compreso i suoi colleghi. Niente digitale, niente effetti speciali. Occhi, cuore e il potere dell’immaginazione. Date un’occhiata a qualche suo film, potrebbe benissimo essere esposto alla Biennale d’Arte di Venezia, oggi. La modernità delle inquadrature, l’uso del ralenti, il montaggio, le sequenze originali, ancora sorprendono. E fanno scuola. Dal punto di vista cronologico è la seconda donna regista in Francia, dopo Alice Guy, ma è sicuramente la prima nella ricerca di espressioni nuove. Il tema di genere, l’esplorazione visiva e la rappresentazione della soggettività, sono costanti della sua narrativa. Tutto questo quando le donne neppure votavano. Il suo merito? Ha fatto evolvere il cinema sia come arte sia come divertimento sociale.

Cresce con la nonna a Parigi (la nonna si merita un grazie per aver sostenuto l’intraprendenza della nipote). Ed è una donna a far scoprire a Germaine la passione per il cinema. È l’attrice Stacia Napierkowska. Nel 1914 le due amiche fanno un breve viaggio in Italia perché Stacia deve recitare in un film. È in quell’occasione che Germaine impara le tecniche di base e se ne impadronisce. Ha 26 anni.

L’energia creativa e la vita di Germaine sembrano un fiume in piena: fonda una casa di produzione con il marito, con cui lavora fino al divorzio. Gira nella sua carriera più di trenta blockbuster, di cui non pochi diventano cult, e gira altrettanti documentari e cinegiornali. Scrive di cinema, promuove club cinematografici, insegna Fotografia e Cinematografia, diventa direttrice del Cinegiornale per Gaumont. Germaine fa e alimenta cultura. E anticipa i tempi. Definita prima impressionista, poi surrealista, tratta queste etichette come bustini troppo stretti e se ne libera, producendo nuove idee mai convenzionali. Germaine è una mente avventurosa e pericolosa; figuratevi che, alla sua morte, la stampa francese si rifiuta di stampare il suo necrologio. Charles Ford, saggista, dice: “ Preoccupati dalle idee non conformiste della Dulac, disturbati dalle sue origini impure, i censori hanno rifiutato l’articolo e solo dopo le proteste vigorose del capo redattore è finalmente apparso, tre settimane in ritardo. Dulac, anche da morta, sembra essere pericolosa…”

Già perché Germaine è una che sovverte le regole, anche quelle del cinema muto, lo trasforma. Il melodramma per esempio (un classico per l’epoca, trattato di solito come una storia sentimentale) con lei diventa un’esperienza psicologica soggettiva, femminile. Questa è una visione che non c’era, eppure è così attuale.

Tra le altre cose, è anche ispiratrice del Cinema Puro, una corrente rivoluzionaria. Puro perché libero da influenze letterarie, teatrali e di altre arti. Per lei i film vanno “costruiti musicalmente” (100 anni prima dei videoclip!). Per Germaine, i personaggi non sono l’unica cosa che conta; sono importanti la lunghezza delle scene, il contrasto e l’armonia tra loro, il montaggio. In questo modo le emozioni si trasformano in sensazioni. Come nella musica. Per Germaine, infatti, Il cinema è vera e propria “sinfonia visiva”. Pensate al premio oscar The Artist. È nato proprio come omaggio alla ricchezza creativa di artisti come lei. Con l’avvento del sonoro però Germaine lascia il cinema – forse perché contaminato dal teatro? – e si dedica al cine giornalismo.

Guardatevi la sorridente Madame Beudet primo film femminista, toccante e ironico. I desideri lussuriosi di un prete per la moglie di un generale sono il tema de La conchiglia e l’ecclesiastico. All’anteprima scoppia addirittura una rissa. Altri riferimenti interessanti per conoscerla meglio: http://www.ubu.com/film/dulac_coquille.html http://sensesofcinema.com/2002/feature-articles/dulac/

Germaine è un talento straordinario, non ancora conosciuta come dovrebbe. Come una certa Elvira Notari, sua contemporanea, di cui si parla ancora meno. È la prima regista italiana, 60 film, precorritrice per alcuni del neorealismo. Subisce la censura. Ma questa è un’altra grande bella storia. Di donna.

…il cinema, arte della vita interiore e della sensazione… un’arte originale con un suo significato, un’arte che produce realtà, che, nello stesso tempo, la evade e la incorpora… (da un’intervista a Germaine)

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