Legge elettorale: pretendiamo norme per la presenza paritaria delle donne

parità-di-genere(ANSA) – ROMA, 21 GEN – Le donne di “Se non ora quando”
 chiedono, anzi pretendono che nella nuova legge elettorale siano 
indicate “precise azioni per assicurare, quale che sia il
 sistema prescelto, norme che garantiscano una presenza paritaria 
delle donne”.
”Siamo preoccupate – scrivono in una nota – per le modalità e
i toni con cui si sta affrontando il tema della riforma della 
legge elettorale, e ci pare che la discussione sia più 
incentrata sui vantaggi che le singole forze politiche
 trarrebbero nell’immediato dall’adozione di questo o quel
 sistema elettorale, più che sul reale interesse per il bene
comune del Paese e sulla determinazione di scrivere regole che 
restituiscano ai cittadini e alle cittadine un vero potere di
 scelta”.
 Un segnale chiaro dell’insufficiente ascolto, per Snoq, è “la
 scarsa attenzione al tema della democrazia paritaria da parte di
quasi tutte le forze politiche”. Se non ora quando ricorda che
l’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria,
sottoscritto da oltre 50 associazioni e che da anni chiede di
 introdurre nelle disposizioni elettorali norme di garanzia che 
favoriscano l’elezione delle donne, sottolinea che “Se nel nuovo
 Parlamento ci sono più donne tra gli eletti, ciò non è avvenuto
 grazie alla legge, ma malgrado la legge, per le scelte di alcune
 formazioni politiche di scegliere le candidature attraverso 
elezioni primarie, con l’uso della doppia preferenza o
 designazioni online. La presenza di un maggior numero di elette 
ha influito sull’agenda del Parlamento e ha accresciuto 
l’attenzione sui problemi drammatici di cui oggi sono vittime le
 donne nel nostro paese: la disoccupazione, la precarietà, la
 disparità salariale, i licenziamenti per matrimonio o maternità,
la mancanza di servizi per la famiglia, la violenza, il
 femminicidio, la distorsione dell’immagine femminile. Anche per
questo riteniamo indispensabile assicurare la presenza paritaria
 delle donne in Parlamento”.
 “Chiediamo a tutte le forze politiche un’assunzione di
 responsabilità per rendere finalmente compiuto il nostro sistema
rappresentativo. Si tratta di una ‘emergenza’ democratica: va 
trattata come tale. In caso contrario sarà una sconfitta che
 pagherà tutto il Paese, non solo le donne!” concludono. (ANSA).

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