Dimissioni per Lidia Ravera? Un’assurdità

Lidia-Ravera-Scrittrice_full«È da più di 30 anni che lo ripetiamo: abortire è una sofferenza psichica, un sacrificio delle propria integrità fisica e mentale, uno scacco, un’amputazione. Ci si ricorre quando un’incidente, un’emergenza, un problema di salute o l’estrema giovinezza o la disinformazione impediscono il funzionamento del metodo anticoncezionale.

Si ricorre all’aborto quando qualcosa va storto nella relazione con l’uomo che dovrebbe diventare l’altro genitore. Quando la gravidanza è frutto di violenza, fisica o psichica. Si abortisce quando si è troppo povere, o fragili. Si abortisce perché diventare madre è una responsabilità enorme e non tutte non sempre decidono di farsene carico. Si abortisce con dolore, sempre, in ogni caso, quando l’aborto è volontario e quando è spontaneo.»

Sono parole di Lidia Ravera, tratte dal suo articolo sull’Huffington Post che ha fatto levare cori di “vergogna”, “scandalo”, “oscenità”, fino alla richiesta di dimissioni dall’incarico di assessora alla Cultura della Regione Lazio da parte dei movimenti pro-life, dell’ex sindaco Gianni Alemanno, del candidato sconfitto alle elezioni Francesco Storace.

Riportiamo queste parole perché – al di là di prese di posizione che possono risultare sgradite – sappia di cosa sta parlando chi le lancia accuse di insensibilità e denigrazione nei confronti delle donne e dei vissuti familiari, chi le imputa di aver espresso giudizi offensivi e lesivi dei diritti altrui.

Lidia Ravera ha criticato con forza Matteo Renzi, che si candida a guidare il Centrosinistra, per aver approvato l’iniziativa di istituire un “cimiterino” per i non nati. L’ha criticato non solo sulla base delle proprie convinzioni, che sono legittime e ha la piena libertà di esprimere, ma anche sulla base di una legge dello Stato, la legge 194, di cui il nostro paese rischia di fare carta straccia impedendone de facto l’applicazione, e che lei ritiene messa ulteriormente sotto attacco da simili iniziative di «compassionevole aggressione alle mamme mancate».

Qualunque sia la posizione di ognuna di noi sulla questione, riteniamo un vaneggiamento la richiesta di dimissioni mossa all’assessora Ravera per l’espressione di un’opinione che non offende alcuna categoria di persone, che si schiera dalla parte delle donne e del loro sofferto rapporto con l’esperienza delle gravidanze indesiderate o che non possono portare a termine. E lo fa nel pieno rispetto delle leggi, anzi a loro difesa.

Tanto più paradossale suona poi oggi questa richiesta, in un paese in cui, giorno dopo giorno, ieri, oggi e domani, non si dimette nessuno, nemmeno per azioni lesive della giustizia, della legalità, del denaro pubblico, della Costituzione, della cosa pubblica, della sovranità nazionale e della pubblica dignità delle persone e del paese.

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26 pensieri su “Dimissioni per Lidia Ravera? Un’assurdità

  1. Inconcepibile, inaccettabile la deriva che ancora oggi porta il nostro paese a livelli di mancanza di libertà di espressione del proprio pensiero, e censura di diritti espressamente regolare da leggi.

    • …’tutte quelle donne che, poiché il corpo ha le sue insondabili leggi, non sono riuscite a portare a termine il loro dovere di animali al servizio della specie’…

      …ad esempio…definire le donne ‘animali al servizio della specie’ (considerando che i bambini possono solo nascere dalle donne e non dagli uomini) è sicuramente un complimento per lei…vero ?
      …e me lo chiama ‘libertà di espressione del proprio pensiero ?
      …se solo termini del genere l’avesse usati una donna non di sinistra (ma dubito che l’avrebbe fatto) chissà che popò di pentolone di indignazione…

      …esiste anche lei…

      • Mio caro Bruno, purtroppo non ha letto con attenzione l’intervento dell’assessore Ravera. Non è lei che definisce “animali” le donne, bensì il ruolo che certa società dedica loro. Un briciolo di attenzione un più e avrebbe evitato uno scivolone. Ma d’altronde a volte non si tratta solo di distrazione, bensì di deliberata travisazione. Non so, mi dica lei…

  2. Trovo questo articolo fazioso e ipocrita fino all’assurdità. Le parole che hanno suscitato scandalo e sdegno in centinaia di madri non sono affatto quelle citate in apertura, come volete far intendere! L’articolo della signora Ravera non offendeva nessuno per la sostanza del suo pensiero (ci mancherebbe che non si fosse liberi di esprimere un proprio pensiero!) ma per le espressioni che sono state usate parlando delle madri che chiedono di seppellire un figlio perso troppo presto, qualsiasi sia stata la causa della perdita, e per definire il bambino stesso.
    Le espressioni in questione sono queste: “un brutto film, vecchio e clericale. Si tratta del cimiterino dei non nati, del diritto di seppellire grumi di materia, chiamandoli bambina e bambino. È uno splatter che ritorna sugli schermi della politica con inquietante regolarità. Il copione è sempre lo stesso: una compassionevole aggressione delle mamme mancate.” “una delle tante crociate del superfluo” Chi, invece, in buona fede, pensa di procurare sollievo alle non-mamme, mandandole a piangere davanti a un quadratino di terra smossa, sappia che non è così. È una forma di sadismo di stato. Un’ingerenza intollerabile. Oltreché una palese buffonata”.
    Infatti, ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, ma se nel farlo utilizza espressioni violente e offensive, per di più nei confronti di chi già sta soffrendo e di chi già viene lasciato solo nel suo dolore (fatevi un giro sul forum di CiaoLapo, associazione apolitica e aconfessionale che si prende cura delle famiglie che hanno subito un lutto prenatale o perinatale, per capire come vengono trattate in molti casi queste madri e questi padri) allora deve prendersi la responsabilità delle sue parole. Se poi a farlo è anche una rappresentate delle istituzioni, ne deve rispondere pubblicamente. Inoltre, vorrei ricordare che alla richiesta di dimissioni ci si è arrivati dopo giorni di richieste di chiarimenti e spiegazioni arrivate da centinaia di persone comuni (non di associazioni di varia natura politica e religiosa),che sono state completamente ignorate dalla signora Ravera e che comunque l’appello per le dimissioni è partito dai genitori che si sono sentiti offesi e che rifiutano che il loro dolore venga strumetalizzato per beghe politiche, poi, ma molto dopo, ci si sono buttati a capofitto i vari esponenti della destra e dei movimenti pro-life, e solo allora ci si è accorti del dibattito, che prima invece era invisibile, che caso!
    Per un punto più completo su tutto questo dibattito, mi permetto di rimandarvi alla risposta che il co-fondatore dell’associazione CiaoLapo, Alfredo Vannacci, ha scritto in risposta alla giornalista Marina Terragni, che si è occupata in questi giorni del medesimo argomento.
    https://www.facebook.com/notes/alfredo-vannacci/del-perch%C3%A8-la-sepoltura-dei-morti-in-utero-non-%C3%A8-una-questione-politica/10151969094588758

    • grazie!!!! proprio quelo che avrei voluto dire io..Ho tardato a commentare perchè prima sono uscita in balcone ed ho tolto la bandiera di se non ora quando: non mi sento più di condividere nulla con chi offende. Accettare che si parli di “grumi di materia” e di “donne che, poiché il corpo ha le sue insondabili leggi, non sono riuscite a portare a termine il loro dovere di animali al servizio della specie”…confondente il sacrosanto diritto di sottoporsi ad IVG in sicurezza (IVG che potrebbero essere molte meno se si usassero i contraccetivi!!!!) con il diritto altrettanto legittimo di piangere per un figlio morto in utero A QUALSIASI EPOCA GESTAZIONALE E PER QUALSIASI RAGIONE e di piangerlo in un luogo consono (peraltro previsto dalla legge) Vi siete permessi di calpestare il dolore di donne che hanno avuto una gravidanza ed hanno partorito bambini sani e perfetti, solo morti… di donne che a un certo punto della loro gestazione si sono sentite dire “mi dispaice non c’è battito”..Complimenti davvero (prima che mi aggrediate sappiate che sono anticlericale, che lavoro anche pe rla tutela e il rispetto della legge 194 e che da 14 anni sono una madre in lutto per un fglio desiderato da sempre e morto in utero)

    • dimentica il fatto che anche oggi è possibile sotterrare il feto.. se lo si chiede.
      quindi è un a polemica assurda, di propaganda e come dice Ravera sollevata a somma arte per continuare a colpevolizzare …. per sottolineare che si è commesso un assassinio…
      cho vuoe sotterrare o addirittura fare un funerale lo faccia in silenzio così come in silenzio devono stare tutti nell’intimità e nel rispetto delle proprie
      decisioni.

    • …più che fazioso, deviante…perchè evita le ‘offese’ che la Ravera (presentata falsamente con foto datata) ha proferito verso i ‘non nati’ e verso le donne che hanno dovuto perdere il ‘figlio o figlia’ e non ‘grumo di materia’…
      …poi evita anche accuratamente di non commentare la ‘perla’ della frase ‘tutte quelle donne che, poiché il corpo ha le sue insondabili leggi, non sono riuscite a portare a termine il loro dovere di animali al servizio della specie’…donne equiparate ad ‘animali al servizio della specie’…

      …e la Ravera sarebbe l’assessore alla Cultura della Regione Lazio…ma quale Cultura dovrebbe rappresentare ?
      …ricordo ancora che l’articolo che stiamo commentando è corredato da una foto della Ravera di molti anni fa e non di ora…

      …le dimissioni sarebbero un ‘dovere’ !!!

  3. Pingback: Anatema laico | Maschile/Femminile

  4. Assurda e’ la vostra non volontà a voler approfondire i perché di tale indignazione. Vi nascondete dietro il nulla con un’ ottusità che non vi fa onore.

  5. Anna Fornasiero….. ma di cosa si sta parlando? ma la 194 per fortuna che esiste!!!! ma che senso ha fare dei bucanini nel terreno per sepellirne feti e avere donne che vanno li sopra a piangere???? Ma chi scrive sti post, sa cosa vuol dire abortire? sa cosa vuol dire elaborare il proprio lutto senza fare tanto cinema? sappiamo di essere qui di passaggio… che senso ha avere tanti fori nel terreno x feti mai “nati”? Ognuno piange i propri figli, nati o meno nel proprio cuore nella propria anima, nelle proprie lacrime, nel proprio cervello… Prima di dare giudizi bisogna passarci attraverso questa realta!!!! Alemanno e Storace sono due politici SOLO ALLA RICERCA DI VOTI!!! PUNTO

    • Fedra, lei lo sa?
      ‘Prima di dare giudizi bisogna passarci attraverso questa realtà’. E’ una frase che potremmo aver scritto noi. Quindi se lo sa anche lei non possiamo che essere d’accordo.
      Mi fa fatica scrivere sempre le stesse cose da una settimana. Se vuole legga qui.

      http://www.facebook.com/notes/alfredo-vannacci/del-perch%C3%A8-la-sepoltura-dei-morti-in-utero-non-%C3%A8-una-questione-politica/10151969094588758

      http://www.huffingtonpost.it/claudia-ravaldi/uscite-dai-nostri-uteri_b_4249159.html

      Se poi vuole commentare senza offendere, e magari senza tirare in ballo la 194, il femminicidio, i buchini nel terreno, la fame nel mondo e l’invasione degli alieni, la discussione potrebbe giovarsene.

    • Da donna inglese residente in italia da 20 anni, con un orientamento politico di sinistra, da femminista che guarda la situazione delle donne italiane spesso inalibita, da donna che ha sostenuto il movimento se non ora quando, da madre che ha perso suo figlio, Liam (si…..ha un nome….mi sono scommodata abbastanza per dargli un nome e piangere la sua perdita, la sua vita fuggente che ha durato 6 ore) sono outraged che il mio dolore non viene riconosciuto come tale, che mio figlio non viene riconosciuto come tale, che qualsiasi pensiero o lotta vengono ridotti alla eterna guerra italica tra i Guelfi e i Ghibellini. Dov’e’ l’umanita’, il senso di empatia? Sono persi nella visione manichei del mondo. Non ho bisogno degli uomini di destra di difendere il mio dolore o l’esistenza di mio figlio tantomeno degli uomini della chiesa. Ugualmente rifiuto di avere il mio lutto sminuito da chi sostiene il 194.

    • Non entro nel merito della follia di questo commento (hai letto la mia risposta o quella di qualche alieno? Perché non faccio minimamente riferimento alla 194, che per altro ho sempre sostenuto, in quanto NON è questo il punto in questione) ma visto che mi si dice che bisogna passarci prima di “dare giudizi” (again, chi ha mai dato giudizi? Caso mai li dà chi parla di “grumi di materia” e “buffonata”, ma a quanto pare l’italiano è un’opinione, come la logica) voglio solo dire che il dicembre scorso il mio primo e unico figlio, Massimo, è nato morto alla 38+3 di gestazione. Visto che è morto dopo il sesto mese di gravidanza, ho potuto dargli un nome e seppellirlo (e giusto perché non bisogna dare giudizi, magari usa il cervello prima di dire agli altri come devono vivere il loro lutto, che avere un luogo dove andare a portargli un fiore o un pensiero per il MIO lutto è stato fondamentale! E lo è per molte altre famiglie…). Se fosse morto prima il mio dolore non sarebbe stato minore, ma avrei dovuto lottare per dargli una degna sepoltura. Si parla di questo, solo di questo, e ne parlo anche e soprattutto in vista della mia esperienza personale.

    • … alla ricerca di voti esattamente come Renzi (credi davvero che lui abbia così a cuore la questione?) ed esattamente come la Ravera. Questo è il risvolto più triste di tutta la faccenda. La 194 non si tocca esattamente come non dovrebbe essere toccato il modo del tutto personale di ognuno di noi del come e dove e quando e quanto vivere un lutto. Buona vita a tutti.

  6. Inviterei la Ravera al convegno di Milano di fine mese http://www.irisassociazione.it/ mi sembra un bel modo di celebrare il 25 novembre e la violenza sulle donne di cui anche lei è stata parte, vista la dimostrata insensibilità e la incredibile approssimazione del suo intervento. Mi dispiace anche che SNOQ si lanci in una discussione senza approfondire le ragioni di chi la critica.
    Laura, ostetrica #unachegliabortilifa
    http://it.groups.yahoo.com/group/cerchi/message/9187

  7. Mi chiedo: e’ così difficile differenziare la legge 194 dalla volontà di una madre che ha perso un figlio?? La volontà di seppellire un bambino, perso volontariamente o spontaneamente non può esßere soggettiva?.. E’ possibile lasciare ad una donna la libertà di decidere se seppellire o no il suo bambino,??? Perché io non posso piangere il mio bambino, portargli fiori, creare una lapide per lui per non offendere altre donne che la pensano diversamente da me? Impedisco forse a loro di non parlare, non piangere, non. O siderale i loro figli tali? Credo che sia una questione legata al concetto di libertà: avete tutte paura di toccare questa benedetta legge 194 ( che nessuno vuole toccare), ma nessuna di voi pensa a quanto possa essere illegittimo, crudele, intollerabile polemizzare su come ognuna di noi vuole chiamare e gestire la creatura che ha avuto dentro di se’. Embrioni, feti, grumi… Questa necessità di dare per forza un nome scientifico o asettico a qualcosa che, se respira, e’ chiamato bambino, figlio, amore. E per chi non lo è’, non lo è’ stato, non lo sarà, va bene così, io non giudico, ne’impedisco di fare nulla. Ma che non si impedisca a me di piangere i miei morti su una lapide, su un’urna, su un pezzetto di terra; che abbia 6 settimane, 2 anni, 1 secolo.

  8. Fedra leggere il tuo commento e’stato davvero terribile….prima di tutto Anna non ha nemmeno nominato la legge 194 e in secondo luogo ma come ti permetti di dire che un mazzo di fiori o dei buchino per terra per sepellire i feti?!ma con quale arroganza e prepotenza puoi insinuare una cosa del genere?!l hai detto tu stessa che ognuno deve gestire il proprio lutto!!!!ogni madre ha il suo modo di elaborare e tu non sei nessuno per dire se sia giusto o sbagliato!!!!!!
    Avere un posto dove ricordare il proprio figlio,un punto fIsico d incontro…poter fare qualcosa se pur solo comprare dei fiori…per noi mamme e donne SPECIALI … Tutto questo rappresenta molto…..e’un grande aiuto…dopo la morte di mia figlia ,perché di figlia si tratta e non di un grumo di materia e/o feto o altro assurdo nomignolo del ca……. (Che solo ipocriti senza nessun rispetto ma con solo pregiudizi si sono permessi di definire)…. Avere un posticino dove andare atro ala,saperla li fisicamente ,stare con lei…mi ha aiutata e sono convinta che potrà aiutare tanti genitori che purtroppo non hanno più i loro figli…….quindi ti prego…pensa prima di parlare…inutile aggiungere che approvo al 100 % tutto quello che ha scritto Anna….

    • ognuno dovrebbe decidere nel silenzio della propria intimità, non credo che ci sia bisogno di storace o quant’altro a difendere questo diritto…. Ravera ha il diritto di scrivere quello che ha scritto perché l’obiettivo è piuttosto chiaro…. mi spiace che delle donne non lo vedono… pur comprendendo dolori personali che legittimamente e senza dubbio anche giustamente non permettono di esse razionali

  9. . Ma che non si impedisca a me di piangere i miei morti su una lapide, su un’urna, su un pezzetto di terra; che abbia 6 settimane, 2 anni, 1 secolo…..

    ESATTO …..

  10. Scusate, ma la discussione mi pare prenda una deviazione “pelosa”. Io penso che Lidia Ravera debba restare a fare il suo mestiere. Dobbiamo a persone come lei ed alle loro battaglie e , talvolta, provocazioni la libertà di scegliere se affrontare una maternità oppure se, nostro malgrado, rinunciarvi. Io penso che nessuno abbia il diritto di sindacare sul dolore degli altri, ma credo sia assolutamente necessario farlo senza cercare di indebolire il principio della legge 194. Una cosa è il rispetto del dolore, a prescindere dal periodo in cui la perdita avvenga durante la gravidanza, altra cosa è cambiare il principio secondo il quale un feto si considera collettivamente “persona”. Credo che a nessuno sia impedito di piangere il suo dolore, ma detesto le esasperazioni. Creare un cimitero dei feti mi pare una di queste. Voi penserete che io sono insensibile, che bisogna passarci. La mia prima bimba, Giulia, è nata morta alla 35 esima settimana inoltrata. La sua sepoltura per me è stata un calvario, nonostante fosse un feto formato non era mai stata bambina….Abbassiamo i toni ed affrontiamo queste discussioni con la maggior laicità possibile. Solo così saremo in grado di rispettare la sensibilità di tutti.

  11. Anna nessuno vuole creare un cimitero dei Feti, a Firenze si sta semplicemente dando attuazione ad una legge nazionale disattesa, il diritto di sepellire c’è già ma le difficoltà che i genitori come ho visto sono enormi, la delibera pone rimedio ad alcuni problemi regolamentando la cosa. tutto quì.
    Il creare il cimitero dei Feti è una cosa detta dalla Ravera forse per attaccare Renzi, non so, ma tirando pure in ballo la 194 ha risvegliato le anime dei Cristiani.
    Per me la Signora Ravera può restare a fare la giornalista, o l’attivista ma come rappresentante delle istituzioni doveva almeno delle spiegazioni o delle scuse, visto che centinaia di genitori le hanno scritto, ha fatto finta di nulla con sufficienza e quindi risponda diversamente delle sue responsabilità.

  12. Buongiorno a tutti e tutte,
    mi permetto di intervenire perché sono una cittadina di questo paese e quindi come tale vorrei che il termine libertà di pensiero avesse un contenuto. Io credo che l’articolo della giornalista Lidia Ravera intendesse sottolineare e porre in evidenza un grande pericolo quello di sminuire o annullare dei diritti che le donne hanno ottenuto con anni di lotte. La legge sull’aborto assistito e sottolineerei ASSISTITO è stata promulgata dopo anni di lotte, occupazioni e manifestazioni ed è servita a tutelare la vita delle donne che per anni hanno subito sulla propria pelle le intolleranze e le negligenze della politica. La legge in particolare è servita a tutelare la salute delle donne e ad evitare la clandestinità e il lucro. La legge 194 è stata attaccata da più fronti perché la politica ha sempre cercato di sottrarre alle donne la libertà di scelta cercando di rieducarle. Questo non è ammissibile! Le donne sanno che l’aborto non è mai stato considerato, dalle donne stesse,come una pratica contraccettiva ma un momento di grande dolore. Su un altro piano va posto correttamente e soprattutto rispettosamente il dolore delle donne che hanno perso un figlio desiderato prima della sua stessa nascita. Ma non mi sembra che l’articolo intendesse parlare di questo.
    Mi sento di dire inoltre che chiedere le dimissioni della giornalista Ravera è decisamente sorprendente analizzando in particolare da chi arriva la richiesta – Alemanno e Storace.

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