Non vi è lecito

di Sofia Sabatino

sofiaLa Boldrini parla all’iniziativa “Convenzione di Istanbul e media”, ieri alla Camera. Fa un intervento articolato e molto interessante sul sessismo nelle pubblicità e nel linguaggio. Dentro di me penso che è bello sentire queste parole dalla Presidente della Camera che ha tanta visibilità, che è un riferimento e un esempio per molte ma che può anche suscitare qualche riflessione in molti. Pubblico su Facebook il video in cui interroga i partecipanti alla conferenza chiedendo loro come si sentirebbero se ogni giorno venissero chiamati al femminile, come a lei capita col “Signor Presidente” che sentiamo continuamente in aula.

Poi vedo su Facebook tanta gente che pubblica pezzi dell’intervento, fra cui quello in cui parla del ruolo della donna nella pubblicità. I commenti sono, per me, sconvolgenti. Gente che scrive “è stupida, oppure è matta.” oppure “ma in quale altro paese una cretina come la Boldrini verrebbe tollerata?” e così via. 

Penso due cose. La prima che noi universo di associazioni di donne viviamo fuori dal mondo. Stiamo li a farci le pulci fra di noi, ma non ci rendiamo mai conto di quale sia il livello culturale che si respira fuori da noi. Non voglio generalizzare, che nessuna si senta offesa, ma forse dovremmo incominciare a prenderne atto e parlare del fatto che quei temi che per noi sono ormai acquisiti, di cui parliamo sempre, a cui la Boldrini ha soltanto fatto un accenno superficiale, sono praticamente sconosciuti ai più, che non riconoscono neanche il problema, mentre noi litighiamo sulle possibile soluzioni.

La seconda è che il 13 febbraio 2011 abbiamo gridato su un palco “non ti è lecito” segnando una linea di confine. Segnando un limite oltre il quale non ci si poteva spingere. Un limite che bisognava fissare nel dibattito pubblico ma che a catena ricadeva sulle vite materiali di tutte. Dalla battuta sessista fatta in ufficio che non era più lecita, alla presa in considerazione della nostra voce e del nostro volere.

Quello che sta succedendo a Laura Boldrini secondo me segna il continuo spostamento di quel limite, che a poco a poco tende ad essere dissolto. Laura è una donna libera che ha un grande curriculum, come tante altre donne. Ha una posizione di potere ma sta marcando la sua differenza. Quello a cui assistiamo è un attacco battente nei sui confronti, fatto di continui articoli sui giornalacci come “Ll Giornale” o “Libero” che si rivolgono alla Presidente della Camera con un linguaggio offensivo e irrispettoso, criticandola per qualsiasi cosa dice o fa, ma soprattutto per le posizioni forti che ha preso proprio sui temi di genere. Fatto delle parole di Grillo e dei parlamentari Cinque Stelle che la vedono come “oggetto del potere” (ma un uomo sarebbe mai stato denigrato con questa frase?), e a catena fatto di tutti quei commenti che leggiamo su Facebook, che tendono a sminuirla e raffigurarla come una scema inconsapevole (e che spesso vengono giustificati con quel “si scherza” o “che esagerazione non ci trovo nulla di male” tanto berlusconiano da far venire il vomito).

È una grande tristezza che noi donne (come è stato per la ministra Keynge) stiamo permettendo ancora una volta che quel limite venga oltrepassato. Io provo troppa rabbia, e sono sicura sia la stessa di tante donne, giovani e meno giovani.

Diciamolo insieme: no, non ve lo potete PIÙ permettere.

Annunci

11 pensieri su “Non vi è lecito

  1. Brava, anche per me è incomprensibile che uomini e donne non capiscano il senso delle parole della Boldrini, ho letto commenti e insulti gratuiti e vergognosi, anche da parte di donne, per ogni suo intervento in difesa della dignità femminile. L’ultimo commento stupefacente stamattina, in cui una donna non capiva cosa ci fosse di strano o di male nella pubblicità che rappresenta le donne come madri che cucinano e servono a tavola. E che problema c’è? diceva, io lo faccio sempre, basta che non sia un obbligo.

  2. Io faccio una battaglia personale da anni, in rete e fuori rete, ogni volta che leggo o sento uomini (ma anche donne) attaccare politiche (delle quali peraltro non condivido una virgola di ragionamento) sulla base di battute ed allusioni sessiste. Posso idre una cosa, a parziale dissenso di quanto scrive Sofia e giusto per dare una minima nota di ottimismo: certo, qualcuno dei miei contatti mi ha cancellata da fb per la mia tenacia ma ho visto che molti altri hanno modificato eloquio… attacchiamoci a questi ultimi esempi, andiamo avanti.

  3. Condivido tutto e dobbiamo reagire, perchè attaccando la Boldrini attaccano tutte le donne libere e consapevoli. Questa dilagante subcultura sessista è la madre della violenza sulle donne.

  4. Io sono una casalinga e non ho problemi ad accudire la mia famiglia con amore…portando anche le pietanze in tavola. Ma poi mio marito sparecchia e carica la lavastoviglie. Mi rispetta ed ha molta considerazione di tutto quello che faccio…e tutto questo lo vede mio figlio. Perché é con l’esempio che si educa,non con le parole. Tutto questo per dire che,alla fine,che importanza hanno i ruoli se c’é il rispetto e l’amore?! Ho fatto la scelta di dedicarmi alla famiglia dopo aver avuto mio figlio. Lavoravo e sono laureata, non che questo conti molto,ma per dire che non sono un’ignorantona all’oscuro di tutto! Quindi dico di occuparci di cose di sostanza,e non di apparenza. Almeno questa é la mia esperienza

    • Cara Paola, qui non sono in discussione le scelte individuali. Tu dici “mio marito sparecchia e carica la lavastorviglie”: ma in quali spot pubblicitari, in quali rappresentazioni a stampa o video, vediamo uomini impegnati in questo tipo di attività? Qui non sono le singole ad essere chiamate in causa ma un sistema di rappresentazioni sempre uguale, ripetitivo, che assegna alle donne e agli uomini ruoli stereotipati, che provengono dal passato e che la realtà della vita quotidiana continuamente mette in discussione. Sono troppe le scelte, i modi di vivere, le possibilità delle relazioni di coppia e familiari che non trovano nessuno spazio in questo immaginario in cui siamo immersi. Non si tratta di apparenza vs sostanza, si tratta di quel simbolico che è parte integrante della trasformazione che deve avvenire. E che, certo, deve riguardare anche le condizioni materiali delle donne. Ma le due cose vanno insieme, non separate.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...