Francesca Comencini: “oggi mi sento felice”

ComenciniFrancesca450FandangoIntervista a Francesca Comencini su La Repubblica 9 agosto 2013
“Oggi mi sento felice, finalmente si è capito quanto vale la prevenzione”

«La mia è una felicità quasi intima, personale. Come fondatrice di “Se non ora quando” ma anche come donna. È un cambio di passo importante che arriva in giorni in cui ci si ritrova a chiedersi cosa è uno Stato perché ci sono rappresentanti dello Stato che insultano donne rappresentanti dello Stato. Ora, finalmente, questa misura spunta come una risposta». È un fiume in piena la registra Francesca Comencini.

Una buona notizia, dunque.
«Il comportamento che ci si aspetta da uno Stato per risolvere quella che ormai è un’emergenza del Paese: la violenza sulle donne. Storie sempre più frequenti che, finora, ci hanno raccontato che le misure preventive sono insufficienti. Moltissime volte la denuncia c’era già stata. Ora forse qualcuno ha capito che è il caso di attrezzarsi in un altro modo».

Ci sono diverse novità. Qualcuna la colpisce in particolare?
«Trovo importante il fatto di dare il permesso di soggiorno alle donne migranti vittime di violenza. Perché siamo di fronte a una complicazione maggiore rispetto all’essere “solo” una donna vittima di violenza».

Che già di per sé non sarebbe poco.
«Il concetto che vorrei che passasse è che le donne picchiate hanno bisogno di essere sostenute e tutelate, ma non sono deboli. C’è il rischio che questa campagna contro il femminicidio faccia prevalere una visione della donna come soggetto debole. Si deve invece raccontare la forza della donne. Anche di quelle che subiscono violenza e denunciano, intraprendendo un percorso coraggioso. Letta ha ringraziato Josefa Idem. Io vorrei ringraziare lei e tutte quelle donne dello Stato che, aldilà della loro opinione politica, dicono la loro con autorevolezza. Donne che parlano anche di violenze ma che raccontano anche la forza delle donne e la debolezza degli uomini».

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2 pensieri su “Francesca Comencini: “oggi mi sento felice”

  1. Senza dubbio è un passo importante ,ma per la prevenzione sono necessari anche “centri di ascolto istituzionali” . Questo fenomeno è frutto anche di un fenomeno verificatosi in questo ventennio ,cioè la libertà e anche responsabilità; e quindi non basta proclamarla come fanno oggi molte donne di successo a ogni piè sospinto “per intenderci come le amazzoni del cavaliere ” ma capire anche la complessità del mondo e la miseria che sta dietro. La indigenza le difficoltà economiche sono anche il frutto di questa perdita di valori ,le famiglie rotte e quelle che non si affermano sono destinate alla miseria della sconfitta e i gesti estremi sono l’esempio . Dietro poi a questo anche un falso maschilismo portato alle estreme consenguenze . Un esempio per tutti una volta i nonni erano portatori di saggezza e consigli ; –oggi sarà l’effetto delle migliori condizioni di vita dovuto ai farmaci ed altro “vogliono ancora fare i pratagonisti o le prime file.”. Quando alcuni anni fa una parlamentare come la Ravetto in una trasmissione televisiva dalla D’Amico affermava non vogliamo mica mettere in dubbio la virilità del presidente è un messaggio sconsiderato per chi a passato gli anta , figurarsi per chi cerca ancora conferme come le giovani generazioni.

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